Le chiamate spam sono tornate a farsi sentire, e con una frequenza che lascia poco spazio ai dubbi. Chi ha la sensazione di riceverne sempre di più non sta immaginando nulla: i dati parlano chiaro, e la situazione nelle ultime settimane si è aggravata in modo evidente. Agcom aveva già stimato quasi 10 milioni di chiamate indesiderate al giorno nel 2025, un numero impressionante che dopo una fase di apparente miglioramento è tornato a crescere. Stavolta, però, il meccanismo è cambiato, e questo rende tutto più complicato da gestire.
La novità principale riguarda la provenienza delle chiamate. Se fino a poco tempo fa i numeri molesti arrivavano perlopiù da numerazioni italiane, ora una fetta sempre più ampia proviene dall’estero. E qui si apre il problema vero: i filtri e le regole imposte dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni valgono sul territorio nazionale, ma non possono fare granché contro chi opera da altri Paesi. Le campagne di spam e le truffe telefoniche si sono spostate su prefissi internazionali, aggirando di fatto le protezioni pensate per il mercato italiano.
Prefissi esteri e numeri usa e getta: la nuova strategia dello spam telefonico
Chi controlla il proprio registro chiamate avrà notato la comparsa di prefissi internazionali piuttosto insoliti. I più ricorrenti sono +44 (Regno Unito), +46 (Svezia), +31 (Paesi Bassi), +40 (Romania) e +34 (Spagna). Non che dall’altra parte ci sia davvero qualcuno seduto in un ufficio di Stoccolma o Amsterdam: nella maggior parte dei casi si tratta di numerazioni acquistate in blocco e utilizzate da call center che possono trovarsi ovunque nel mondo.
Il problema si complica ulteriormente per via della natura dinamica di queste campagne. I numeri impiegati nelle chiamate spam restano attivi per pochissimi giorni, a volte anche solo poche ore, prima di essere sostituiti con altri. Questo significa che i classici sistemi di difesa, quelli basati sui database di numeri segnalati dagli utenti, funzionano sempre peggio. Quando un numero viene finalmente catalogato come spam, è già stato abbandonato e rimpiazzato da uno nuovo.
Anche cercare informazioni online è diventato inutile
C’è un altro aspetto che rende la vita difficile a chi prova a difendersi. Fino a qualche tempo fa, una delle strategie più efficaci era semplice: copiare il numero sospetto e cercarlo su Google. I risultati mostravano spesso segnalazioni di altri utenti, forum pieni di avvisi, siti dedicati che raccoglievano informazioni utili. Adesso, con il ritmo forsennato con cui i numeri vengono cambiati, anche questa tecnica ha perso buona parte della sua utilità. Le segnalazioni online arrivano troppo tardi rispetto al ciclo di vita brevissimo di queste numerazioni.
