Le app di terze parti su Android hanno sempre avuto un rapporto complicato con la fotocamera dello smartphone. E chi usa regolarmente Instagram, Snapchat o TikTok lo sa bene: la qualità degli scatti e dei video realizzati dentro queste app non è mai paragonabile a quella ottenuta con l’app fotocamera di serie. Con Android 17, Google sembra finalmente intenzionata a cambiare le cose, introducendo un sistema che potrebbe rivoluzionare il modo in cui le app accedono alle funzionalità avanzate della fotocamera.
Oggi la fotografia su smartphone dipende tantissimo dal software: elaborazione computazionale, intelligenza artificiale, algoritmi di miglioramento. Tutte cose che funzionano alla grande quando si apre l’app fotocamera preinstallata dal produttore, ma che spariscono quasi del tutto quando si passa a un’app scaricata dal Play Store. Su iPhone questo problema è stato in gran parte risolto da tempo, e non è un caso che molti creator preferiscano girare i propri contenuti social proprio con un dispositivo Apple. Google, evidentemente, ha preso nota.
Cosa cambia con le estensioni fotocamera definite dai produttori
Con la Beta 3 di Android 17, Google ha introdotto il supporto per quelle che chiama vendor-defined camera extensions, cioè estensioni fotocamera definite direttamente dai produttori. Il concetto non è del tutto nuovo: Android supportava già alcune estensioni, ma erano limitate a funzionalità piuttosto basilari come la modalità notturna e l’HDR. La novità sta nel fatto che ora i produttori potranno rendere disponibili alle app di terze parti anche le funzionalità più avanzate, come la Super Resolution o i miglioramenti basati sull’intelligenza artificiale.
Questo significa, in teoria, che app come Instagram, TikTok e Snapchat potrebbero accedere allo stesso livello di elaborazione fotografica disponibile nell’app nativa. Non solo: anche le app fotocamera di terze parti potrebbero beneficiarne enormemente, offrendo risultati finalmente all’altezza dell’hardware presente nello smartphone.
C’è però una condizione fondamentale. Produttori come Samsung, Xiaomi e OnePlus dovranno effettivamente rendere disponibili queste estensioni, implementandole nei propri dispositivi. E poi toccherà agli sviluppatori integrarle nelle loro app. Due passaggi che richiedono tempo e volontà da entrambe le parti.
Un aggiornamento atteso da troppo tempo
Non è esagerato dire che questa novità arriva con parecchio ritardo. Il divario tra la qualità fotografica dell’app nativa e quella delle app terze parti è un problema noto praticamente da sempre nel mondo Android. Limitare l’accesso alle funzionalità avanzate della fotocamera ha penalizzato per anni l’esperienza utente, soprattutto per chi usa lo smartphone principalmente attraverso le piattaforme social.
La motivazione di Google è abbastanza trasparente: colmare il gap con iPhone, dove le app di terze parti riescono a scattare foto e registrare video con una qualità molto vicina, e in certi casi persino superiore, a quella dell’app Fotocamera di Apple. Questo vantaggio ha reso i dispositivi iOS la scelta preferita di influencer e content creator, ed è un terreno su cui Android ha sempre faticato.
