Il motore grafico Unity continua a essere uno dei pilastri dell’industria videoludica, e i numeri del primo trimestre 2026 lo confermano in modo piuttosto netto. La compagnia ha condiviso i risultati finanziari preliminari e, a sorpresa di molti, ha incassato decisamente più di quanto gli analisti si aspettassero. Un segnale importante, soprattutto alla luce dei problemi che avevano colpito Unity non troppo tempo fa.
Stando ai dati diffusi, i ricavi previsti per il trimestre si collocano tra i 475 e i 478 milioni di euro, contro una stima iniziale che oscillava tra i 452 e i 462 milioni di euro. Anche l’EBITDA Adjusted, che è sostanzialmente un indicatore della redditività operativa, ha superato le attese: si parla di una forchetta compresa tra 122 e 127 milioni di euro, quando le previsioni si fermavano tra 99 e 104 milioni. Il dato che colpisce di più è la crescita del 58% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non male, per una società che fino a poco tempo fa sembrava in seria difficoltà.
Vale la pena ricordare che Unity è il motore su cui girano titoli come Hollow Knight: Silksong, Peak, Mouse: P.I. for Hire, Replaced, PowerWash Simulator 2 e oltre 8500 giochi disponibili su Steam. Un ecosistema enorme, che coinvolge migliaia di sviluppatori in tutto il mondo.
La crisi della runtime fee e il nuovo corso di Unity
Il fatto che Unity stia rimbalzando così bene non era affatto scontato. Un paio di anni fa la situazione era completamente diversa. L’allora CEO John Riccitiello aveva proposto una controversa tassa, la cosiddetta runtime fee, che avrebbe imposto agli sviluppatori dei pagamenti aggiuntivi ogni volta che un gioco realizzato con Unity avesse superato determinate soglie di installazioni e ricavi. La reazione della community fu durissima. La proposta venne ritirata in fretta, ma il danno di immagine era ormai fatto: diversi studi decisero di abbandonare Unity in favore di Godot, un motore gratuito, open source e multipiattaforma. Tra questi, anche il team dietro Slay the Spire 2, uno dei successi indie più recenti.
Riccitiello lasciò la guida della compagnia e al suo posto arrivò Matthew Bromberg, che ha descritto il suo insediamento come un vero e proprio reset. La versione 6 di Unity è stata resa disponibile nell’autunno 2024 e Bromberg ha dichiarato apertamente che il suo obiettivo era trasformare Unity in una società migliore e profondamente diversa da quella che aveva perso la fiducia degli sviluppatori. A giudicare dai numeri di questo primo trimestre, la strategia sembra funzionare.
Lo scenario dei motori grafici nel 2026
Il rilancio di Unity arriva in un momento in cui il panorama dei motori grafici è particolarmente vivace. Epic Games ha in programma un Unreal Engine Fest, un evento durante il quale verrà mostrato anche The Witcher 4, uno dei titoli più attesi dai giocatori di tutto il mondo. La competizione tra Unity e Unreal Engine resta serrata, con Godot che si ritaglia uno spazio sempre più significativo soprattutto nel segmento indie. I risultati finanziari di Unity, però, dimostrano che la compagnia ha ritrovato una traiettoria solida dopo un periodo decisamente turbolento.
