Il DJI Avata 360 rappresenta una svolta significativa per DJI: si tratta infatti del primo drone a 360° prodotto dall’azienda, entrata relativamente tardi in un segmento già inaugurato dal competitor Antigravity A1. Nonostante ciò, DJI ha dimostrato una chiara volontà di recuperare terreno rapidamente, proponendo un dispositivo che integra tre anime in un unico prodotto: drone tradizionale, drone FPV e drone con riprese a 360°.
Dopo circa due settimane di utilizzo intensivo, emergono considerazioni articolate. Da un lato, la qualità costruttiva e l’esperienza utente tipica di DJI restano punti di riferimento nel settore; dall’altro, questo Avata 360 appare in alcuni aspetti ancora un pochino acerbo.
Unboxing
La confezione della versione Fly More Combo del DJI Avata 360 segue la tradizione del brand: design minimalista, colore bianco e organizzazione interna estremamente curata. All’interno si trova una borsa di trasporto che si distingue per qualità costruttiva elevata, in linea con gli standard DJI.
Nel comparto superiore della borsa sono inclusi:
- Manualistica e adesivi;
- Set completo di eliche di ricambio (quattro unità, con indicazioni precise per il montaggio);
- Cavo USB-C;
- Panno per la pulizia;
- Piccola chiave per manutenzione;
Nel vano principale troviamo:
- Drone DJI Avata 360;
- Radiocomando RC2;
- Caricatore multiplo a tre slot;
- Due batterie aggiuntive (per un totale di tre);
- Tappetino di decollo;
A questi si aggiungono accessori separati:
- Kit di sostituzione delle lenti;
- Controller DJI RC Motion 3;
- Visore DJI Goggles N3;
Il kit per la sostituzione delle lenti è particolarmente interessante, consente interventi rapidi senza passare dall’assistenza, riducendo drasticamente i tempi di inattività.
Design e materiali drone
Il DJI Avata 360 presenta una struttura a corpo unico, non pieghevole, coerente con la filosofia FPV della serie Avata. Le eliche sono protette da paraeliche integrate, aumentando la sicurezza durante il volo.
Elemento distintivo è il sistema a doppia lente:
- Configurazione orientabile per uso singolo o 360°;
- Lente superiore e inferiore per cattura completa dell’ambiente;
Il design integra:
- Sensori inferiori per atterraggio;
- Sensori frontali anticollisione;
- Assenza di sensori laterali, posteriori e superiori;
Sul lato è presente uno sportello che ospita:
- Porta USB-C;
- Slot microSD;
- Memoria interna da 42 GB;
La qualità delle plastiche è elevata, come tipico di DJI: al tatto risultano solide e ben rifinite, nettamente superiori a molti prodotti consumer concorrenti.
Specifiche tecniche drone
Dati principali del DJI Avata 360:
- Peso: circa 455 g;
- Dimensioni: 246 × 199 × 55.5 mm;
- Altitudine massima: 4.500 m;
- Velocità:
Verticale: ~10 m/s;
Orizzontale: fino a 18 m/s (modalità sport) - Autonomia dichiarata: 23 minuti;
- Autonomia reale: 18–20 minuti (variabile);
- Distanza massima: ~13.5 km;
Sistema fotografico:
- Sensore: ~1/1.1”;
- Campo visivo: 200°;
- Video: fino a 8K 60 fps;
- Foto: fino a 120 MP (15.520 px);
- Formati: OSV, MP4 H.265;
- Profilo colore: D-Log;
Altre caratteristiche:
- Wi-Fi 6 (fino a 100 MB/s);
- Bluetooth 5.4;
- Trasmissione O4+;
Modalità operative:
- Single lens (4K 60 fps);
- Ripresa 360°;
- Virtual gimbal con rotazioni infinite;
DJI RC Motion 3
Il DJI RC Motion 3 si conferma uno degli elementi più riusciti dell’intero ecosistema del DJI Avata 360. Fin dal primo utilizzo emerge chiaramente come DJI abbia puntato su semplicità ed ergonomia, due aspetti fondamentali soprattutto in un contesto FPV che, tradizionalmente, può risultare complesso per i meno esperti. Il controller presenta un numero ridotto di pulsanti, tutti ben posizionati e facilmente raggiungibili, evitando quella sensazione di confusione che si può provare con dispositivi più affollati di comandi.
Il grilletto del DJI RC Motion 3 rappresenta il cuore dell’esperienza: premendolo si accelera, mentre tirandolo in senso opposto si frena, replicando una logica estremamente intuitiva. Questa impostazione consente anche a chi non ha mai pilotato un drone FPV di acquisire rapidamente sicurezza. Anche i comandi secondari, come quelli per avviare o interrompere la registrazione, risultano immediati e naturali da utilizzare. Il feeling complessivo è quindi molto positivo: il controller risponde bene, è preciso e, soprattutto, non richiede un lungo periodo di adattamento.
Goggles N3
I DJI Goggles N3 rappresentano una delle principali novità introdotte insieme al DJI Avata 360, ma anche uno degli elementi più discussi dell’intero pacchetto. La scelta di integrare la batteria direttamente nel visore elimina la necessità di moduli esterni, semplificando notevolmente l’utilizzo e riducendo il numero di accessori da trasportare. Tuttavia, questa soluzione porta con sé alcuni compromessi.
L’autonomia, ad esempio, non è particolarmente elevata e può risultare limitante durante sessioni di volo più lunghe. Inoltre, la vestibilità non è ottimale per tutti: anche stringendo al massimo la fascia, il visore può risultare leggermente largo per chi ha una testa più piccola, permettendo l’ingresso di luce esterna. Questo dettaglio incide sull’immersione e può diventare fastidioso durante il volo.
Un altro limite riguarda l’assenza di regolazioni per le lenti. A differenza di altri visori, non è possibile adattare distanza o profondità, e questo può causare una leggera sfocatura ai bordi dell’immagine anche per utenti con una buona vista. Sebbene il sistema di ventilazione interna funzioni bene e sia silenzioso, contribuendo a evitare l’appannamento, resta la sensazione che questo componente possa essere migliorato nelle future iterazioni.
Esperienza di volo
L’esperienza di volo con il DJI Avata 360 è uno degli aspetti più interessanti del prodotto, grazie alla sua capacità di adattarsi a diversi stili di utilizzo. Il drone può essere pilotato sia tramite il sistema FPV composto da Goggles N3 e RC Motion 3, sia con un radiocomando tradizionale, offrendo quindi una doppia modalità di controllo.
Utilizzando il controller Motion 3, il volo risulta estremamente intuitivo: il drone segue la direzione indicata dal movimento della mano, rendendo l’esperienza naturale e immediata. Questo approccio abbassa notevolmente la barriera d’ingresso tipica dei droni FPV, permettendo anche ai principianti di ottenere rapidamente risultati soddisfacenti. Le manovre risultano fluide e, in modalità sport, il drone raggiunge velocità elevate, offrendo un’esperienza dinamica e coinvolgente.
Non mancano però alcune criticità. La rumorosità appare superiore rispetto ad altri modelli “classici”, contribuendo a una percezione di maggiore aggressività durante il volo. Inoltre, la precisione del ritorno automatico e dell’atterraggio non è sempre perfetta, anche se comunque si mantiene su livelli accettabili.
Un aspetto fondamentale emerso durante i test è la necessità di effettuare sempre la calibrazione prima del decollo. In caso contrario, l’orizzonte può risultare leggermente inclinato, segno che il sistema necessita ancora di qualche ottimizzazione. Infine, alcune limitazioni operative, come la riduzione delle funzionalità durante la registrazione dello schermo del visore, incidono sull’esperienza complessiva.
Qualità dell’immagine
Dal punto di vista della qualità dell’immagine, il DJI Avata 360 si mantiene fedele agli standard elevati a cui il brand ha abituato negli anni. I video risultano dettagliati, con una buona gestione della gamma dinamica, soprattutto quando si utilizza la modalità HDR. Le differenze tra zone luminose e in ombra vengono gestite in modo efficace, permettendo di recuperare informazioni anche in condizioni di luce complesse.
Il profilo colore D-Log rappresenta un valore aggiunto importante per chi lavora in post-produzione, offrendo maggiore flessibilità nella color correction. Anche le fotografie beneficiano della risoluzione elevata e del sensore di buone dimensioni, restituendo immagini ricche di dettagli.
La vera forza del drone, tuttavia, è rappresentata dalla modalità 360°. Questa consente di catturare l’intero ambiente circostante, eliminando il rischio di perdere momenti importanti durante la ripresa. In fase di editing, è possibile scegliere l’inquadratura migliore, modificare la prospettiva e creare movimenti di camera complessi grazie alla funzione di virtual gimbal. Quest’ultima permette rotazioni e inclinazioni virtualmente infinite, ampliando notevolmente le possibilità creative.
Prezzi e conclusioni
Il DJI Avata 360 viene proposto in diverse configurazioni, con prezzi che partono da circa 459,00 euro per il solo drone e arrivano fino a 949,00 euro per le versioni Fly More Combo, sia con radiocomando tradizionale sia con controller Motion. La disponibilità è prevista indicativamente per fine aprile, anche se queste tempistiche potrebbero subire variazioni.
Nel complesso, il prodotto si presenta come una soluzione estremamente versatile, capace di racchiudere in un unico dispositivo tre tipologie di utilizzo differenti: drone classico, drone FPV e sistema di ripresa a 360°. Questa caratteristica lo rende particolarmente interessante per creator e appassionati che cercano uno strumento multifunzionale.
Tuttavia, non mancano alcune criticità. I Goggles N3 risultano migliorabili sotto diversi aspetti, l’autonomia reale è inferiore rispetto a quella dichiarata e alcune imperfezioni.
Nel confronto diretto con l’Antigravity A1, quest’ultimo appare complessivamente più evoluto sotto alcuni aspetti. Nonostante ciò, DJI mantiene un vantaggio significativo grazie al proprio ecosistema, che rappresenta un valore aggiunto per chi già utilizza altri prodotti del marchio.
Dunque, il DJI Avata 360 è un dispositivo innovativo e ricco di potenziale, ma non ancora definitivo. La scelta dipende principalmente dal contesto d’uso: chi è già inserito nell’ecosistema DJI troverà in questo drone una naturale evoluzione, mentre chi si avvicina per la prima volta al mondo dei droni a 360° potrebbe valutare anche l’alternativa concorrente. Per il resto vi rimandiamo al nostro video completo su YouTube.















