La nuova Volkswagen Atlas sta per essere svelata ufficialmente al Salone di New York, e rappresenta uno dei lanci più importanti dell’anno per il marchio tedesco. Si tratta di un modello che in Europa dice poco o nulla alla maggior parte degli automobilisti, eppure negli Stati Uniti pesa tantissimo: parliamo di circa un terzo delle vendite totali del brand sul mercato nordamericano. Dopo il debutto originale nel 2017 e due aggiornamenti intermedi nel 2021 e nel 2024, il 2027 segna finalmente l’arrivo di una generazione completamente ripensata. E le premesse sono piuttosto interessanti.
Volkswagen Atlas poggerà sulla piattaforma MQB Evo, la stessa che già fa da base alla nuova Tiguan. Questo significa un salto tecnologico notevole rispetto all’architettura della prima generazione. Dal punto di vista estetico, l’unico elemento rimasto sostanzialmente identico è il tetto. Tutto il resto della carrozzeria è stato ridisegnato da zero. Le proporzioni risultano più muscolose, con una linea del tetto allungata che scende in modo fluido verso il posteriore. I fanali dietro cambiano completamente filosofia: niente più schema tradizionale, ma gruppi ottici separati e collegati da una sottile barra luminosa a LED che attraversa il portellone, illuminando il logo Volkswagen al centro. Un tocco scenografico che si allinea al linguaggio stilistico più recente del gruppo.
Interni ripensati e tecnologia al centro
Le novità più sostanziose, però, riguardano l’abitacolo. Dalle immagini diffuse nelle ultime settimane si intravede un interno con illuminazione ambientale sui toni del blu e del verde, un display da 15 pollici dedicato all’infotainment piazzato al centro della plancia, e un possibile secondo schermo da 11,6 pollici riservato al passeggero anteriore. Quest’ultimo dettaglio richiama da vicino quanto già visto sulla Teramont Pro venduta in Cina, modello da cui la nuova Volkswagen Atlas deriva in buona parte. Insomma, un abitacolo che punta forte sulla digitalizzazione senza rinunciare a una certa pulizia visiva.
Motore e produzione: cosa aspettarsi
Sotto il cofano ci sarà il quattro cilindri 2.0 TSI di quinta generazione, noto come EA888 Evo5, lo stesso già adottato dalla Tiguan con 268 CV. Per Volkswagen Atlas, dato il peso e le dimensioni superiori, è plausibile un’erogazione di coppia più generosa, fino a 400 Nm. Questo permetterebbe di mantenere la capacità di traino del modello attuale, che si aggira intorno ai 2.268 kg. Al lancio non è prevista alcuna variante ibrida. La produzione resterà affidata allo stabilimento Volkswagen di Chattanooga, in Tennessee.
Il tempismo di questo lancio non è casuale. Lo scorso anno le vendite di Volkswagen negli Stati Uniti sono calate del 13%, e con la prima vera nuova generazione di Atlas dopo dieci anni il marchio punta a recuperare terreno in uno dei segmenti più combattuti del mercato americano, quello dei SUV di grandi dimensioni.
