Quando un telefono da poco più di cento euro promette quasi due giorni e mezzo di autonomia e uno schermo da 6,9 pollici, vale la pena capire cosa c’è davvero sotto. Redmi A7 Pro è il nuovo smartphone economico di Xiaomi pensato per chi cerca tanta batteria e un display generoso senza svuotare il portafoglio. Ed è già acquistabile in Italia sullo store ufficiale del marchio.
La cosa che salta subito all’occhio, oltre alle dimensioni, è la scelta software. A differenza di altri modelli nella stessa fascia di prezzo, come Redmi A5 e Poco C71, qui troviamo Android 16 in versione completa con HyperOS 3, non la variante Go Edition. Una decisione coraggiosa, considerato l’hardware a bordo: il chipset è un Unisoc T7250 a 12 nm, affiancato da appena 4 GB di RAM LPDDR4X. Per un sistema operativo completo, 4 GB rappresentano il minimo indispensabile, e qualche rallentamento nel multitasking o nell’apertura delle app più pesanti è praticamente da mettere in conto. Lo spazio di archiviazione è disponibile in due tagli, 64 GB o 128 GB di memoria UFS 2.2, con la possibilità di espandere tramite slot microSD.
Display grande, batteria da record e qualche rinuncia
Il pannello LCD da 6,9 pollici è davvero ampio per questa categoria. La risoluzione si ferma a 720 x 1.600 pixel, quindi la densità di pixel non è altissima su una diagonale così generosa, ma lo schermo arriva fino a 800 nit in modalità alta luminosità e integra il DC dimming per ridurre lo sfarfallio. Il touchscreen è progettato per funzionare anche con le dita bagnate, un dettaglio pratico anche se manca una certificazione ufficiale per la resistenza all’acqua.
Il vero punto di forza di Redmi A7 Pro è la batteria da 6.000 mAh. I numeri ufficiali parlano di quasi due giorni e mezzo di utilizzo normale, fino a 35 ore di riproduzione video continua e 77 ore di musica con una sola carica. La ricarica si ferma a 15 W, niente di fulmineo, ma la batteria è dichiarata per circa 1.000 cicli di ricarica, un valore che sulla carta promette buona tenuta nel tempo. Per fare un confronto diretto, Redmi A5 e Poco C71 montano batterie da 5.200 mAh, quindi il vantaggio è netto.
Lato connettività, il chipset supporta solo il 4G, niente 5G, ma c’è la modalità dual standby per due SIM. Wi‑Fi 5 e Bluetooth 5.2 completano il quadro. L’assenza più significativa, soprattutto per il mercato europeo, è quella del NFC, che rende impossibili i pagamenti contactless dal telefono. Presenti invece il jack audio da 3,5 mm e il lettore di impronte laterale capacitivo, due elementi ancora molto apprezzati in questa fascia.
Fotocamere essenziali e prezzo contenuto
Il comparto fotografico di Redmi A7 Pro è ridotto all’osso. Sul retro c’è una singola fotocamera da 13 megapixel con apertura f/2.2, capace di registrare video in 1080p a 30 fps. Niente ultra grandangolare, niente macro. Davanti una fotocamera da 8 megapixel con apertura f/2.0. L’impressione è che Xiaomi abbia deliberatamente sacrificato la versatilità fotografica per investire su batteria e schermo, visto che persino Redmi A5 e Poco C71 offrono qualcosa di più su questo fronte.
Le colorazioni disponibili sono Black, Mist Blue e Palm Green, con Sunset Orange riservata al mercato indonesiano. Le dimensioni sono 171,6 x 79,5 x 8,15 mm per un peso di 208 grammi. In Italia, Redmi A7 Pro parte da circa 130 euro per la versione 4/64 GB e arriva a 150 euro per quella 4/128 GB, disponibile sullo store ufficiale di Xiaomi.



