La crisi dei chip non risparmia nemmeno le memorie che molti consideravano ormai un prodotto maturo e stabile. Secondo un recente rapporto, il prezzo delle DDR4 sta subendo aumenti che definire preoccupanti è quasi un eufemismo, con ricadute concrete su chi ancora utilizza piattaforme basate su questa generazione di RAM. E parliamo di una fetta di utenti tutt’altro che marginale.
I numeri parlano chiaro: solo a febbraio un kit da 8 GB di DDR4 ha fatto segnare un rincaro del 15% rispetto a gennaio. Ma il dato davvero impressionante riguarda il confronto su base annua, con un’impennata pari a 8,8 volte il prezzo registrato appena dodici mesi prima. Numeri che fanno riflettere, soprattutto considerando che il mercato consumer ha cicli di aggiornamento piuttosto lenti. Tradotto: tantissime persone usano ancora sistemi con DDR4, e la domanda non è affatto sparita. Il problema è che la produzione di DDR4 è stata progressivamente ridotta, e oggi le scorte disponibili presso la maggior parte dei produttori si attestano intorno al 40/50% della loro capacità massima di fornitura. Meno scorte, più domanda residua, prezzi che salgono. La dinamica è quella classica, ma stavolta la causa di fondo è meno ovvia di quanto sembri.
Anche le DDR5 in salita, e la colpa è dell’intelligenza artificiale
Il fenomeno non riguarda solo le memorie di precedente generazione. Anche il prezzo delle DDR5 è cresciuto, con un aumento mensile dell‘11% sempre nel mese di febbraio. E qui entra in gioco il vero motore di tutta questa instabilità: la domanda enorme di memorie HBM da parte del settore legato all’intelligenza artificiale.
Quello che sta succedendo è abbastanza semplice da capire, anche se le conseguenze sono complesse. I principali produttori di memorie hanno spostato gran parte delle proprie risorse produttive verso la realizzazione di chip ad alto valore aggiunto, quelli destinati ai data center AI. Questi componenti garantiscono margini di profitto superiori rispetto alle classiche RAM consumer, e quindi l’industria ha fatto una scelta precisa: privilegiare la produzione di HBM a scapito di DDR4 e DDR5 tradizionali. Il risultato è una carenza trasversale che colpisce praticamente ogni fascia di mercato.
La sostenibilità economica dell’AI resta un punto interrogativo
L’aspetto paradossale di tutta questa situazione è che, mentre l’industria delle memorie corre a soddisfare la fame di hardware del mondo AI, i servizi basati sull’intelligenza artificiale stanno cominciando a mostrare diverse fragilità sul piano della sostenibilità economica. Non tutti i modelli di business costruiti attorno all’AI si stanno dimostrando solidi come ci si aspettava. Un esempio piuttosto eloquente è la recente chiusura di Sora, che ha messo in evidenza come la domanda reale da parte degli utenti paganti non sia poi così robusta.
