Ben 80 milioni di euro. È questa la cifra che l’ora legale farà risparmiare quest’anno agli italiani, secondo i calcoli di Terna. Un dato che, anno dopo anno, continua a far discutere e a rafforzare l’ipotesi di chi vorrebbe mantenerla in vigore per tutti i dodici mesi. Ma andiamo con ordine, partendo dai numeri e da qualche curiosità storica che vale la pena conoscere.
La riduzione dei consumi elettrici stimata per il 2026 si aggira intorno a 302 milioni di kWh. Per dare un’idea concreta, si tratta di un quantitativo di energia pari al fabbisogno medio annuo di circa 115.000 famiglie. Non solo portafoglio, però: il calo dei consumi porta con sé anche una diminuzione delle emissioni di CO2 nell’ordine di 142 mila tonnellate. L’analisi di Terna prende come riferimento un costo medio dell’energia di 26,63 centesimi di euro per kilowattora, calcolato sul cliente domestico tipo in regime di tutela.
E se si allarga lo sguardo al periodo che va dal 2004 al 2025, il quadro diventa ancora più impressionante: oltre 12 miliardi di kWh risparmiati, per un totale di circa 2,3 miliardi di euro. Numeri che hanno spinto le istituzioni a prendere seriamente in considerazione l’idea di rendere l’ora legale permanente, una decisione che verrà presa solo dopo aver sentito il parere di rappresentanti del mondo scientifico ed economico.
Quando scatta l’ora legale e cosa cambia nel 2026
Quest’anno l’ora legale entra in vigore nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo: alle 2:00 le lancette vanno avanti di sessanta minuti. Se non ci saranno novità, il ritorno all’ora solare è fissato per domenica 25 ottobre. Lo spostamento delle lancette, va detto, è un’abitudine con radici profonde. Molti attribuiscono l’idea a Benjamin Franklin, ma la realtà è un po’ diversa. Nel 1784 l’inventore del parafulmine scrisse un saggio satirico in cui suggeriva ai parigini di cambiare le proprie abitudini di sonno per risparmiare su candele e olio per le lampade. Una provocazione intelligente, certo, ma non proprio l’invenzione dell’ora legale così come la conosciamo.
Chi ci andò più vicino fu George Hudson, un entomologo neozelandese che nel 1895 propose di spostare indietro di due ore le lancette nei mesi estivi, così da sfruttare meglio la luce del mattino per lavorare e avere più tempo libero la sera. Un’idea simile venne anche al britannico William Willet. L’ora legale, quella vera, nasce però ufficialmente alle 23:00 del 30 aprile 1916, in piena Prima Guerra Mondiale, quando la Germania decise di imporre lo spostamento in avanti delle lancette per tagliare i costi di illuminazione e riscaldamento. La Gran Bretagna seguì a ruota, e nel 1918 toccò agli Stati Uniti. La pratica venne poi interrotta nel 1920 e ripresa negli anni successivi, fino ad arrivare ai giorni nostri. Con la possibilità concreta che l’ora legale, prima o poi, sostituisca in via definitiva quella solare.
