Le batterie a stato solido sono state raccontate per anni come la grande svolta dell’auto elettrica. Tanti annunci, molte promesse, pochissimi sbocchi commerciali concreti. Ora però qualcosa si muove davvero, e il primo passo tangibile porta il nome di MG SolidCore Battery: una batteria allo stato semi solido che non è un prototipo da laboratorio né una slide in una presentazione futuristica.
È tecnologia reale, già in produzione di serie, con la commercializzazione in Europa prevista entro la fine del 2026. MG diventa così il primo costruttore al mondo ad avviare la produzione in serie di questo tipo di celle. L’annuncio ufficiale è arrivato il 25 marzo 2026 a Francoforte, durante il MG Tech Day, evento che ha coinciso con l’inaugurazione del Centro Europeo di Ingegneria del marchio. Due notizie distinte ma strettamente collegate: la maturazione tecnologica della batteria da una parte, e dall’altra una struttura fisica con ingegneri in Europa, pensata per calibrare quella tecnologia sulle esigenze dei mercati locali. Clima, strade, normative, abitudini di ricarica: tutte variabili che incidono enormemente sulla reale utilità di un accumulatore elettrico.
Come funziona e perché cambia le regole del gioco
Per capire la portata della SolidCore Battery bisogna partire dalla chimica. Le batterie agli ioni di litio convenzionali, sia nella variante LFP (litio ferro fosfato, struttura cristallina monodimensionale) sia in quella NCM (nichel cobalto manganese, bidimensionale), utilizzano un elettrolita liquido per trasportare gli ioni di litio tra anodo e catodo. Questo liquido funziona, ma porta con sé limitazioni precise: si degrada nel tempo, riduce le prestazioni a basse temperature e, in caso di cortocircuito o guasto meccanico, può alimentare reazioni termiche difficili da gestire.
La SolidCore Battery cambia questa equazione sostituendo il 95% dell’elettrolita liquido con una composizione solida. Il catodo è basato sul manganese con geometria spinellica, che MG definisce tridimensionale. In pratica, gli ioni di litio trovano percorsi disponibili in tutte e tre le dimensioni dello spazio, come in una spugna. Nelle LFP si muovono lungo una sola direzione, nelle NCM su un piano. La struttura spinellica apre strade anche quando la batteria è fredda o parzialmente scarica, condizioni in cui le resistenze interne aumentano e i percorsi tradizionali si congestionano.
I numeri parlano chiaro: la capacità di scarica a meno 20°C supera il 90% rispetto alle condizioni nominali. La potenza di scarica nelle stesse condizioni raggiunge 3,9C, un valore che segnala un’ottima erogazione anche con freddo estremo. La risposta transitoria migliora del 20% rispetto alla generazione precedente, le prestazioni di potenza sull’intero range di temperatura registrano un incremento dichiarato del 100% rispetto alle batterie LFP, e la ricarica rapida al freddo è più veloce del 15%. A meno 30°C il veicolo mantiene un’accelerazione continua senza degrado progressivo.
Sul fronte sicurezza, le celle SolidCore superano i test di penetrazione con ago e di estrusione triassiale, una prova in cui la cella viene compressa da tre direzioni contemporaneamente simulando un urto gravissimo, senza innescare propagazione termica incontrollata.
Quando arriva in Europa e su quale modello
Il primo modello a montare la SolidCore Battery sarà MG4 Urban, disponibile dalla fine del secondo trimestre in Italia, inizialmente con batterie LFP e successivamente con la nuova tecnologia semi solida. Le tecnologie sviluppate sotto la guida del dr. Li Zheng, responsabile scientifico globale per le batterie con 19 anni di ricerca e 192 brevetti, sono già state adottate in 18 modelli a livello globale nell’ultimo anno.
MG ha fatto della resistenza alle basse temperature il messaggio centrale della comunicazione tecnica, dichiarando esplicitamente che la batteria è stata progettata per il mercato europeo. Le LFP, pur essendo stabili e convenienti, soffrono notoriamente sotto i 10°C: la resistenza interna cresce, l’autonomia cala e la potenza di ricarica si riduce. Un problema documentato che rappresenta una delle principali critiche nei paesi del nord e centro Europa.
Andrea Bartolomeo, VP e Country Manager di SAIC Motor Italy, ha citato come esempio MG ZS, che a febbraio 2026 si è confermata tra le dieci auto più vendute in Italia, ricordando che la motorizzazione Hybrid+ rappresenta oggi oltre il 60% del mix di vendita MG nel nostro paese. Nella documentazione tecnica compare anche un riferimento allo sviluppo di batterie a stato solido completo, con l’obiettivo di raggiungere un’autonomia di 1.000 km, su un orizzonte stimato attorno ai tre anni.
