La missione Proba-3 dell’Agenzia Spaziale Europea ha vissuto settimane di pura angoscia, ma ora c’è finalmente un motivo per tirare un sospiro di sollievo. Uno dei due satelliti della missione solare, il Coronografo, era sparito dai radar dalla metà di febbraio 2026 a causa di una grave anomalia tecnica. Dopo oltre un mese di silenzio radio, gli ingegnieri dell’ESA sono riusciti a ristabilire le comunicazioni con il veicolo spaziale, in quella che è stata definita un’operazione di salvataggio al limite dell’impossibile.
Per capire la portata della cosa, vale la pena ricordare come funziona Proba-3. Lanciata alla fine del 2024, la missione si basa su un’idea tanto ambiziosa quanto delicata: due satelliti volano in formazione strettissima a oltre 60.000 chilometri di altitudine per simulare delle eclissi solari artificiali. Il primo modulo fa da scudo, bloccando la luce diretta del Sole, mentre il secondo, appunto il Coronografo, osserva l’atmosfera solare esterna in condizioni che da terra sarebbero impossibili da ottenere. Una coreografia orbitale di precisione millimetrica.
Un fine settimana da incubo e un mese nel buio dello spazio
Tutto è precipitato nel weekend del 14 febbraio 2026. Una reazione a catena, ancora non del tutto chiarita, ha fatto perdere al Coronografo il proprio orientamento nello spazio. Senza il corretto allineamento con il Sole, il pannello solare ha smesso di produrre energia, le batterie si sono esaurite nel giro di poche ore e il satellite è scivolato in un profondo stato di sopravvivenza. Silenzio totale.
Senza dati di telemetria, le squadre dell’ESA hanno organizzato una vera e propria caccia dal centro di controllo di Redu, in Belgio, mettendo in campo telescopi commerciali e radar terrestri estremamente potenti. Le osservazioni hanno rivelato che il satellite naufragato stava ruotando molto lentamente su sé stesso. Ed è proprio quella rotazione incontrollata che, paradossalmente, lo ha salvato.
Un raggio di sole e il miracolo del 19 marzo
Il 19 marzo la rotazione lenta del veicolo ha esposto per un breve istante i pannelli ai raggi del Sole, restituendogli un filo di energia. La stazione di Villafranca, in Spagna, ha captato un segnale inatteso e gli ingegneri hanno colto al volo quella minuscola finestra per inviare comandi e riprendere il controllo dell’orientamento.
Josef Aschbacher, direttore dell’Agenzia Spaziale Europea, ha commentato l’evento durante una conferenza stampa riportata da Phys.org: «È accaduto un miracolo stanotte, perché siamo riusciti a riconnetterci con il veicolo spaziale.» L’ESA ha poi confermato sul proprio blog ufficiale che il satellite Proba-3 è ormai stabilizzato e in sicurezza. Il pannello è di nuovo rivolto verso il Sole, le batterie si stanno ricaricando gradualmente e l’elettronica di bordo è tornata operativa. Damien Galano, responsabile della missione Proba-3, ha condiviso l’emozione enorme del suo team: «Ricevere notizie dal Coronografo è una notizia incredibile e un sollievo immenso!»
La strada, però, è ancora lunga prima di poter cantare vittoria. Dopo un mese di esposizione alle temperature estreme del vuoto spaziale, i sistemi di bordo devono riscaldarsi progressivamente. Solo dopo gli ingegneri europei potranno effettuare un controllo completo dello stato di salute del satellite, per verificare che i delicati strumenti scientifici non abbiano subito danni irreversibili durante questa lunga ibernazione forzata.
