AGCOM ha messo un punto fermo sulla disputa tra Iliad Italia ed ENAV per l’accesso a un traliccio situato nei pressi dell’aeroporto di Milano Linate. Con la delibera n. 2/26/CIR, adottata il 15 gennaio 2026 e pubblicata il 23 marzo dello stesso anno, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha respinto la richiesta dell’operatore telefonico. La vicenda era partita il 27 maggio 2025, quando Iliad aveva presentato un’istanza formale ad AGCOM per ottenere l’accesso a un’infrastruttura di proprietà ENAV, in via dell’Aviazione 62 a Milano, con l’obiettivo di installarvi una rete di comunicazione elettronica ad alta velocità e migliorare così la copertura mobile nella zona aeroportuale e nelle aree limitrofe.
Prima di rivolgersi all’Autorità, Iliad aveva tentato la strada del contatto diretto. Una prima richiesta formale era stata inviata a ENAV il 5 marzo 2025, seguita da un sollecito il 16 aprile. Nessuna risposta nei tempi previsti, e da lì la decisione di attivare la procedura di risoluzione della controversia presso AGCOM. Nel merito, Iliad chiedeva che l’Autorità imponesse a ENAV la concessione dell’accesso e la firma di una convenzione entro 30 giorni.
Perché ENAV ha detto no e cosa ha stabilito AGCOM
Le ragioni del rifiuto di ENAV non sono banali e toccano aspetti sia tecnici che amministrativi. La società ha spiegato che il traliccio in questione non viene più utilizzato per finalità istituzionali, risulta non conforme alle normative tecniche vigenti, presenta condizioni strutturali degradate (corrosione, componenti non adeguatamente serrati) e non è idoneo a ospitare nuove apparecchiature. Un quadro piuttosto chiaro. A questo si aggiunge un dettaglio decisivo: il sito è stato classificato tra i cosiddetti “beni residuali”, ovvero quelli non più strumentali alle attività di ENAV, ed è attualmente in fase di retrocessione al Demanio dello Stato. Per questa ragione, la società ha ritenuto di non poter assumere nuovi obblighi contrattuali né autorizzare l’ingresso di ulteriori operatori.
C’è poi la questione degli impianti già presenti sul traliccio. ENAV ha chiarito che si tratta di apparati installati originariamente da TIM sulla base di un accordo risalente al 1997, poi trasferito a INWIT, e oggi mantenuti in via temporanea in attesa della dismissione definitiva del sito. Un punto che AGCOM ha valutato con attenzione, concludendo che la posizione di Iliad non è comparabile a quella di INWIT, dato che quel rapporto contrattuale nasce da un’intesa precedente all’avvio del processo di dismissione e ha comunque carattere transitorio.
L’esito della delibera e le opzioni per Iliad
Dopo aver acquisito tutta la documentazione tecnica e amministrativa e aver ascoltato entrambe le parti in contraddittorio, AGCOM ha confermato che le condizioni del sito rientrano tra i motivi legittimi di diniego previsti dalla normativa. Il traliccio è risultato oggettivamente inidoneo, e l’eventuale installazione di nuove apparecchiature avrebbe comportato rischi concreti per la sicurezza strutturale e per l’incolumità del personale.
La delibera, quindi, ha rigettato l’istanza di accesso presentata da Iliad. Nel provvedimento, tuttavia, AGCOM ha precisato che l’operatore potrà presentare una nuova richiesta individuando un sito alternativo, purché idoneo alla realizzazione della rete e privo delle criticità riscontrate nel caso specifico del traliccio di Milano Linate.
