La modalità adulti di ChatGPT, quella che avrebbe permesso conversazioni a sfondo sessuale con il chatbot più famoso del mondo, non vedrà la luce. Almeno non per ora. OpenAI ha deciso di mettere in pausa il progetto in modo indefinito, accantonando quello che internamente veniva chiamato “adult mode”. Una scelta che arriva dopo settimane di tensioni interne e che si inserisce in un momento di profondo ripensamento strategico per l’azienda guidata da Sam Altman.
Il progetto prevedeva di introdurre in ChatGPT la possibilità di generare contenuti esplicitamente sessualizzati, una sorta di chatbot erotico integrato nella piattaforma principale. L’idea, però, ha incontrato una resistenza fortissima sia tra i dipendenti che tra gli investitori di OpenAI. Le preoccupazioni riguardavano soprattutto gli effetti problematici che contenuti di questo tipo, generati dall’intelligenza artificiale, possono avere sulla società. Parliamo di rischi concreti: dalla normalizzazione di dinamiche relazionali distorte fino al potenziale impatto su minori e persone vulnerabili.
E così la modalità adulti di ChatGPT è finita nel cassetto. A tempo indeterminato, dicono le fonti vicine all’azienda.
ChatGPT taglia i progetti secondari e torna ai fondamentali
Questa decisione non arriva isolata. OpenAI sta attraversando una fase in cui sta progressivamente eliminando tutti quei progetti considerati laterali rispetto al core business dell’azienda. Poco prima dello stop alla modalità adulti, era già stata dismessa Sora, la piattaforma di generazione video tramite intelligenza artificiale. Anche in quel caso, la motivazione ufficiale parlava di “discussioni interne sulle priorità di ricerca più ampie”. Un modo elegante per dire che le risorse andavano concentrate altrove.
Il segnale più forte, in realtà, era arrivato già a dicembre, quando Sam Altman aveva dichiarato una sorta di “codice rosso” interno. Una chiamata alle armi per riportare l’attenzione dell’intera organizzazione sui prodotti principali, quelli che effettivamente generano ricavi e definiscono il posizionamento di OpenAI nel mercato dell’intelligenza artificiale. ChatGPT resta ovviamente il fulcro di tutto, ma nella sua versione standard, senza derive verso territori che avrebbero potuto creare più problemi che opportunità.
Le pressioni interne e il peso degli investitori
Quello che colpisce di questa vicenda è il ruolo giocato dai dipendenti e dagli investitori nel far deragliare il progetto. Non si tratta di una decisione calata dall’alto in modo unilaterale. La resistenza interna è stata significativa, con diverse voci che hanno sollevato dubbi etici profondi sulla direzione che OpenAI stava prendendo con la modalità adulti di ChatGPT.
Gli investitori, dal canto loro, avevano preoccupazioni che andavano oltre l’etica e toccavano anche la reputazione del brand. Associare il nome di OpenAI a contenuti sessualizzati generati dall’IA avrebbe potuto compromettere partnership commerciali, rapporti istituzionali e la percezione pubblica dell’azienda. In un momento in cui la regolamentazione dell’intelligenza artificiale è al centro del dibattito globale, esporsi su un fronte così delicato sarebbe stato quantomeno azzardato.
OpenAI ha quindi scelto la strada della prudenza, confermando che per il momento ChatGPT resterà quello che è sempre stato: un assistente conversazionale potente, versatile, ma senza funzionalità a sfondo erotico.
