Achille Lauro e Motorola si erano già incontrati. Questa volta però il perimetro creativo si allarga: l’artista non appare semplicemente in uno spot, ma entra nel processo produttivo come creative director, co-costruendo un racconto visivo che mescola mondi surreali, sequenze generate dall’intelligenza artificiale e un claim pensato per durare: “Il finale? Lo scegli tu”. La campagna dedicata alla famiglia moto g è on air da oggi, 26 marzo 2026, su digital, social, OOH, TV connected e TV lineare.
La campagna, con creatività firmata EY Studio+ e regia di Byron Rosero, nasce da un’idea narrativa precisa. Il film è strutturato come un viaggio mentale e visivo che si espande dall’ufficio di Achille Lauro verso una sequenza di mondi surreali, guidati da un voice over fluido fino al messaggio finale. L’integrazione dell’AI non è un dettaglio tecnico ma un elemento creativo esplicito, usato per ampliare il racconto visivo e aprire possibilità narrative difficilmente realizzabili con la sola produzione tradizionale.
Il messaggio e i dispositivi
I tre dispositivi al centro della campagna sono moto g57, moto g67 e moto g77, posizionati come strumenti di espressione personale prima ancora che come prodotti tecnologici. La filosofia dichiarata da Motorola è quella di elevare la famiglia moto g da semplice device a oggetto identitario, capace di convivere nella quotidianità degli utenti riflettendone stile e personalità.
Giorgia Bulgarella, Marketing Director di Motorola Italia, ha inquadrato la campagna come evoluzione naturale del messaggio precedente legato alla gamma edge, con il claim “E tu che fai, sali?” che ora si trasforma in qualcosa di più aperto e personale. L’obiettivo dichiarato è che moto g non venga percepito come un prodotto accessibile in senso limitativo, ma come una famiglia di dispositivi con un’identità riconoscibile e un carattere preciso.
Il team creativo
Alla regia di Byron Rosero si affianca il lavoro fotografico di Nima Benati, tra le fotografe di moda italiane più riconosciute a livello internazionale. Il suo contributo ha portato il linguaggio visivo della moda all’interno di un progetto tecnologico, trattando i dispositivi moto g come accessori di stile integrati nella vita quotidiana piuttosto che come semplici gadget. Un approccio che riflette la direzione creativa complessiva della campagna: tecnologia come estensione della personalità, non come strumento neutro.

