Il pacchetto noto come AI Omnibus sta prendendo forma concreta tra i corridoi del Parlamento europeo, e promette di cambiare parecchie carte in tavola per chi si occupa di intelligenza artificiale, privacy e compliance. Le commissioni IMCO e LIBE hanno adottato il mandato negoziale su questo provvedimento, che di fatto va a modificare alcune parti fondamentali dell’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale entrato in vigore da poco. Non si tratta di ritocchi cosmetici: le modifiche proposte toccano scadenze, obblighi per le imprese e perfino nuovi divieti specifici su applicazioni particolarmente invasive.
Uno dei punti più discussi riguarda il rinvio delle scadenze previste per i cosiddetti sistemi ad alto rischio. Le aziende che sviluppano o utilizzano tecnologie di intelligenza artificiale classificate in questa categoria avrebbero più tempo per adeguarsi ai requisiti imposti dall’AI Act. Una decisione che riflette le pressioni arrivate dal mondo imprenditoriale, dove in molti hanno segnalato la difficoltà di rispettare tempi troppo stretti su norme tecnicamente complesse. Il pacchetto AI Omnibus introduce quindi una maggiore flessibilità per le imprese, cercando un equilibrio tra la necessità di regolamentare e quella di non soffocare l’innovazione.
Il nuovo divieto sulla nudificazione e le implicazioni per la privacy
C’è poi una novità che ha attirato molta attenzione: il divieto esplicito per le applicazioni di nudificazione. Si parla di quei software basati su intelligenza artificiale capaci di generare immagini di nudo a partire da foto reali di persone, senza il loro consenso. Un fenomeno che negli ultimi mesi è esploso, causando danni enormi soprattutto a donne e minori. Con AI Omnibus, il Parlamento europeo punta a inserire questo tipo di applicazioni tra le pratiche vietate, rafforzando così il quadro di tutela della privacy e della dignità delle persone.
Dal punto di vista della compliance, le modifiche proposte costringono aziende e organizzazioni a ripensare le proprie strategie. Chi già stava lavorando per adeguarsi all’AI Act potrebbe trovarsi a dover ricalibrare tempi e priorità, soprattutto se opera nel settore dei sistemi ad alto rischio. Allo stesso tempo, la maggiore flessibilità introdotta dal pacchetto AI Omnibus potrebbe alleggerire il carico burocratico per le piccole e medie imprese, che spesso non dispongono delle risorse necessarie per affrontare adempimenti normativi troppo gravosi.
Il voto in plenaria e i prossimi passi
Il passaggio nelle commissioni IMCO e LIBE rappresenta un momento chiave, ma non è ancora quello definitivo. Il voto in plenaria è atteso per il 26 marzo, e sarà quello a determinare se il mandato negoziale verrà confermato così com’è o subirà ulteriori modifiche. Da lì in poi si aprirà la fase dei negoziati interistituzionali con il Consiglio dell’Unione europea, dove le posizioni dei singoli Stati membri potrebbero portare a cambiamenti anche significativi.