Una nuova causa legale mette sotto pressione Anthropic, accusata di pubblicità ingannevole sui limiti di utilizzo dei suoi abbonamenti a pagamento per Claude. Al centro della vicenda ci sono i due piani più costosi, quelli che molti sviluppatori scelgono proprio per spingere al massimo l’assistente di intelligenza artificiale, e che secondo chi ha portato la questione in tribunale non offrirebbero affatto quello che viene promesso sulla carta.
Claude, lo ricordiamo, è un assistente pensato per programmazione, scrittura, ricerca e analisi dei dati. La causa, una proposta di class action, sostiene che i limiti reali imposti agli abbonati ai pacchetti più cari siano molto più bassi rispetto a quanto pubblicizzato. Per limiti di utilizzo si intende quanto un utente può lavorare con Claude in una determinata finestra di tempo, una sorta di budget di conversazione.
Cosa promette il piano Max 20x e cosa dice la causa
Il nodo centrale riguarda proprio i numeri. Il piano Max 20x, che costa circa 185 euro al mese, dovrebbe garantire un utilizzo venti volte superiore rispetto al pacchetto Pro. Secondo il ricorso, però, il tetto reale si fermerebbe a sei o otto volte quello del Pro. Stesso discorso per il Max 5x, da circa 90 euro al mese, che invece di moltiplicare per cinque l’utilizzo offrirebbe solo tre volte e mezzo quello del piano base. Il livello Pro, per fare un confronto, costa tra i 16 e i 18 euro al mese circa.
A presentare la denuncia è stato Karl Khan, che ha depositato l’atto presso la corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale della California domenica. Khan aveva iniziato a usare Claude per motivi personali, poi era passato al lavoro di programmazione, aggiornando il suo abbonamento fino al Max 20x entro aprile del 2026. Si è accorto presto che bastava una singola sessione di codice di cinque ore per bruciare quasi il 20 per cento della sua quota settimanale. Confrontando i vari piani, ha concluso che tra pubblicità e realtà c’era una distanza notevole.
Il contesto non aiuta. Mentre crescono le preoccupazioni sui costi sempre più alti degli abbonamenti ai modelli di intelligenza artificiale e sulla scarsa trasparenza dei limiti per i clienti commerciali, diversi modelli Claude continuano comunque a essere adottati da programmatori e dai cosiddetti vibe coder. Nel frattempo l’amministrazione Trump ha vietato a governi e aziende straniere l’uso degli strumenti più potenti di Anthropic, arrivando a sospendere temporaneamente interi modelli finché non si adegueranno alle nuove regole. Anthropic, dal canto suo, continua a sfornare strumenti a ritmo serrato in vista della sua quotazione in borsa. Anche i concorrenti corrono nella stessa direzione. Un portavoce dell’azienda non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento.
La scatola nera dei limiti di utilizzo
Resta poco chiaro quale sia il tetto di utilizzo effettivo per i piani Pro, Max 5x e Max 20x. Anche il ricorso affronta il punto, sostenendo che il sito di Anthropic sia una vera e propria scatola nera, senza alcuna descrizione sensata di come venga calcolato il consumo. I post sul blog dell’azienda offrono consigli su come gestire l’utilizzo nei progetti grandi e spiegano che ogni piano è soggetto sia a limiti per sessione sia settimanali, ma da nessuna parte si spiega quanti prompt ogni piano consenta di inviare a Claude nelle finestre di tempo previste. La denuncia aggiunge che Anthropic non definisce nemmeno con chiarezza cosa sia una singola sessione.
Chi raggiunge il limite sui piani premium viene invitato a spendere altri soldi in crediti per continuare a usare il servizio. L’azienda ha scritto in un post che si riserva il diritto di limitare l’utilizzo in altri modi, come tetti settimanali e mensili o restrizioni su modelli e funzioni, a propria discrezione. Il ricorso parla di molti abbonati che hanno lamentato un vero e proprio bait and switch, riportando testimonianze di clienti delusi. Almeno un thread piuttosto popolare su Reddit è pieno di storie simili, con più utenti sorpresi dai colli di bottiglia improvvisi. Chi ha aperto la discussione ha definito il piano premium estremamente fuorviante.
La class action chiede di includere chiunque abbia acquistato e usato i piani Max 5x o Max 20x dal mese di aprile del 2025. Non si conosce ancora la portata esatta dei danni richiesti, ma il documento precisa che la cifra in gioco supera i 5 milioni di dollari, al netto delle spese.