Project Firefly è il nome con cui Intel vuole rimettere ordine nel mercato dei portatili economici, quelli che fino a ieri sembravano fatti con materiali di scarto. L’idea è semplice da spiegare ma complicata da realizzare. Prendere le caratteristiche dei laptop di fascia alta, come la scocca interamente in metallo e una base pulita senza griglie di ventilazione, e portarle su dispositivi che costano poco. Tutto questo mentre tutti, ovunque, parlano del nuovo MacBook Neo più accessibile di Apple. Windows, insomma, prova a riprendersi il centro del mercato ispirandosi a un mondo inaspettato, quello degli smartphone.
Al cuore di questi portatili c’è il nuovo Wildcat Lake, ufficialmente noto come Core Series 3, un chip che Intel ha riprogettato proprio per togliere costi di produzione. Meno costi significa laptop più economici, ed è qui che la faccenda diventa interessante. Sam Gao, vicepresidente e general manager del gruppo software e prodotti client di Intel in Cina, l’ha definita in modo diretto. Mainstream reimmaginato. I portatili Firefly nascono pensando a una giornata intera di produttività per studenti, consumatori e piccole imprese.
Da Athena a Firefly, la storia che si ripete
Chi segue Intel da qualche anno ricorderà il Project Athena del 2019, quel ripensamento dei portatili premium che col tempo è diventato il marchio Evo. Non era solo una garanzia di qualità, era anche il segnale di una collaborazione stretta tra chi progetta i laptop e gli ingegneri di Intel. Difficile dire se Firefly seguirà la stessa strada, ma la storia lascia intendere qualcosa del genere.
C’è una cosa curiosa. Intel sta minimizzando il legame tra Wildcat Lake, Firefly e gli effetti sul mercato. Almeno un sistema con questo chip era presente al CES di gennaio 2026, eppure il lancio vero e proprio ad aprile è passato quasi in sordina, dopo un evento tutto concentrato sul Panther Lake. Gao ha negato che Firefly sia una risposta diretta al MacBook Neo, e in fondo ha senso. A metà 2025 i prezzi di memoria e storage hanno cominciato a salire alle stelle, e Intel si è trovata nella posizione giusta per intercettare la tendenza. Il progetto, ha spiegato, è partito circa un anno fa.
Ma perché proprio Wildcat Lake? Nish Neelalojanan, senior director dei prodotti client, ha chiarito che il processore è stato pensato fin dall’inizio per laptop a basso costo. Due core ad alte prestazioni, quattro core efficienti a basso consumo e due core grafici integrati. Soprattutto, Intel ha abbandonato l’architettura a tile, costruendo il chip sul processo produttivo interno 18A. Via anche l’interconnessione Foveros, sostituita da UCIE, con gli strati della scheda madre ridotti a sei. Neelalojanan ha lasciato intendere che si potrebbe usare persino memoria a canale singolo per risparmiare.
Cosa c’è dentro un laptop Firefly
Il design di riferimento è stato sviluppato insieme all’ecosistema tecnologico cinese, abituato a tagliare ogni costo possibile nel mondo degli smartphone. Intel ha sfruttato proprio questa esperienza. Nel video ufficiale, Gao ha mostrato due prototipi color lilla, uno spesso appena 12,9 millimetri, tutto in metallo, con diverse porte. Niente griglia di ventilazione sul fondo, per un’estetica pulita. E quando ha piegato leggermente lo chassis, ha dimostrato che non si trattava dei soliti portatili economici che scricchiolano.
Dentro, il prototipo usa tubi di rame per il raffreddamento, soluzione che si trova in certi laptop da gaming, abbinata a un sistema di cablaggio più standardizzato per abbassare i costi. C’è poi la parte più curiosa, quasi da smanettoni. Intel sta valutando l’uso di memoria pensata per i telefoni dentro i PC, per affrontare il rincaro dei prezzi. Gao ha mostrato un cosiddetto core logic module che integrava proprio memoria da smartphone, anche se la demo era basata su Panther Lake e non su Wildcat Lake.