Frequenze di aggiornamento sempre più alte, fino a 600 Hz e oltre, hanno reso il motion blur uno dei problemi centrali nel gaming competitivo. Eppure la causa non è la velocità di risposta dei pixel, ma un meccanismo più sottile legato al modo in cui l’occhio umano percepisce il movimento sugli schermi LCD. AGON by AOC ha pubblicato una guida tecnica dettagliata sulle proprie tecnologie di Motion Blur Reduction (MBR), spiegando come funzionano, in quali scenari applicarle e come si confrontano con le soluzioni della concorrenza.
Il punto di partenza è la tecnica sample-and-hold, alla base di tutti i pannelli LCD: ogni fotogramma rimane visibile fino all’arrivo del successivo. L’occhio segue un oggetto in movimento, ma i pixel restano illuminati nella stessa posizione, creando quella discrepanza che il cervello interpreta come sfocatura. La soluzione è ridurre il tempo in cui ogni fotogramma rimane visibile, spegnendo la retroilluminazione durante le transizioni tra un frame e l’altro.
MBR e MBR Sync: la base della gamma
La tecnologia MBR standard è la soluzione più semplice: la retroilluminazione si spegne mentre i pixel effettuano la transizione e si riaccende brevemente solo sul fotogramma completamente renderizzato. Su quasi tutti i monitor gaming AGON by AOC offre un controllo regolabile da 1 a 20, con valori bassi che privilegiano la luminosità e valori alti che massimizzano la nitidezza a scapito della luminosità complessiva. La fascia ottimale per la maggior parte degli utenti si colloca tra 10 e 14. Il limite principale è la necessità di una frequenza di aggiornamento fissa: MBR non è compatibile con il VRR, quindi richiede un frame rate costante per funzionare correttamente. È disponibile sulla serie AOC GAMING G4, tra cui i modelli 24G42E, 25G42E e 27G42E a 180 Hz.
MBR Sync risolve esattamente questo vincolo, sincronizzando lo strobing della retroilluminazione con il refresh rate variabile. Il risultato è la combinazione di VRR senza tearing e senza stuttering con una riduzione percepita del motion blur, senza dover scegliere tra le due funzioni. È disponibile sui modelli più recenti della gamma, tra cui 24G4ZR e 27G4ZR fino a 260 Hz, il monitor Mini-LED U27G4XM con modalità duale 160 Hz in 4K e 320 Hz in Full HD, e modelli ad alto refresh come il 25G4KUR a 400 Hz. Nelle serie G4 e AGON PRO, le prestazioni MBR scalano con la frequenza: tra 144 e 220 Hz si raggiunge 0,5 ms MPRT, mentre oltre i 240 Hz si scende a 0,3 ms MPRT.
MBR+: architettura a scansione su 20 zone LED
Il salto tecnologico più significativo è MBR+, introdotta sui modelli AGON PRO AG246FK6 e CS24A, entrambi da 24,1 pollici Full HD a 610 Hz. Mentre le tecnologie MBR tradizionali applicano lo strobing all’intera retroilluminazione simultaneamente, MBR+ utilizza un sistema a doppia barra luminosa con 20 gruppi LED indipendenti. Ogni area si attiva in sincronia con la scansione progressiva del pannello, garantendo una temporizzazione precisa su tutta la superficie dello schermo e non solo al centro. Il risultato è una riduzione significativa del crosstalk e una maggiore uniformità dall’alto verso il basso. A 610 Hz con MBR+ attivo, questi monitor dichiarano 0,3 ms MPRT, avvicinandosi ai limiti teorici della tecnologia LCD.
NVIDIA G-SYNC Pulsar: VRR e strobing a scansione combinati
Il quarto approccio disponibile nella gamma AGON è NVIDIA G-SYNC Pulsar, presente sul modello AG276QSG2 da 27 pollici 1440p a 360 Hz. Pulsar adotta un’architettura a scansione regionale simile a MBR+, ma aggiunge un overdrive adattivo che si regola dinamicamente per area e in base alla frequenza di aggiornamento istantanea. È attualmente la soluzione più avanzata per chi vuole combinare VRR senza tearing e nitidezza del movimento eccezionale senza dover passare manualmente tra modalità diverse, posizionandosi come proposta di punta della gamma per il gaming competitivo ad alte prestazioni.

