Le immatricolazioni auto in Europa hanno finalmente ripreso fiato a febbraio 2026, dopo il segno meno registrato a gennaio (quando il calo era stato del 3,5%). I dati diffusi da ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei di Auto, parlano chiaro: nell’area che comprende Unione Europea, Paesi EFTA e Regno Unito sono state registrate 979.321 unità, con un incremento dell’1,7% rispetto a febbraio 2025. Guardando alla sola Unione Europea, la crescita si è attestata all’1,4%, per un totale di 865.437 nuovi veicoli. Il dato cumulato del primo bimestre resta comunque in lieve flessione, nell’ordine dell’1,2%, ma il trend appare decisamente più incoraggiante.
Tra i singoli mercati nazionali, l’Italia ha giocato un ruolo da protagonista assoluta. A febbraio le immatricolazioni nel nostro Paese sono salite del 14% con 157.248 unità, un risultato nettamente superiore a quello di Spagna (+7,5%) e Germania (+3,8%). Male invece la Francia, scivolata in territorio negativo con un pesante calo del 14,7%. Fuori dai confini UE, il Regno Unito ha messo a segno un +7,2%, mentre i Paesi EFTA (Islanda, Norvegia e Svizzera) hanno perso complessivamente il 7,9%.
Auto elettriche e plug-in: numeri in forte accelerazione
Febbraio 2026 ha segnato un balzo importante per le vetture ricaricabili, ormai centrali nelle strategie delle case automobilistiche per rispettare i limiti sulle emissioni. Le auto elettriche a batteria (BEV) nell’Unione Europea sono cresciute del 20,6%, con 158.280 immatricolazioni mensili. Il dato italiano è impressionante: +81,3%, con una penetrazione di mercato dell’8%. Nel primo bimestre la quota BEV ha raggiunto il 18,8%, contro il 15,2% dello stesso periodo dell’anno precedente.
Ancora più marcata la crescita delle ibride plug-in (PHEV), salite del 32,1% a livello UE. L’Italia anche qui svetta su tutti, raddoppiando i volumi con un clamoroso +101,7% e una quota dell’8%. Le ibride non ricaricabili (HEV) restano l’alimentazione preferita dagli automobilisti europei, con una quota del 38,7% (addirittura il 52% in Italia) e una crescita mensile del 10,1%. Sul versante opposto, le auto a benzina nell’UE hanno subito un calo del 17,9%. In Francia il crollo è stato quasi del 50% (per la precisione un 48,1%). Il diesel ha registrato una contrazione mensile del 12,8%.
Stellantis in ripresa, BYD esplode letteralmente
Passando ai costruttori, il Gruppo Volkswagen mantiene saldamente la leadership europea con 256.452 unità a febbraio (+2,2%), grazie soprattutto all’ottima performance di Skoda (+18,7%), che ha compensato il calo del marchio Volkswagen (sceso del 4,2%). Stellantis ha fatto registrare 170.816 vetture e un +9,5%, trainata dai risultati eccellenti di Fiat (+49,4%) e Opel (+30,5%), mentre Peugeot e Alfa Romeo hanno chiuso in negativo.
La crescita più spettacolare porta la firma di BYD, che a febbraio ha messo a segno un +162,3% nelle immatricolazioni. Segno più anche per Tesla (+11,8%) e SAIC (+12%), mentre il Gruppo Renault ha accusato un calo del 14,3%, zavorrato dal risultato di Dacia che ha perso il 23,4%. I dati ACEA di febbraio confermano quanto profonda sia la trasformazione in atto nel settore automotive europeo, un comparto che rappresenta oltre l’8% del PIL dell’Unione Europea e che dà lavoro a 13,6 milioni di persone, pari all’8,1% dell’occupazione manifatturiera totale.
