La corsa verso l’AGI ha appena ricevuto una scossa notevole, e stavolta arriva direttamente dalla voce di chi guida una delle aziende più influenti del pianeta. Jensen Huang, CEO di NVIDIA, ha dichiarato durante un’intervista piuttosto seguita: “Crediamo di aver raggiunto l’AGI”. Una frase che, detta così, suona come un terremoto. Perché quando si parla di Artificial General Intelligence, cioè un’intelligenza artificiale capace di svolgere qualsiasi compito cognitivo umano, le implicazioni sono enormi. E il fatto che a dirlo sia il numero uno di NVIDIA cambia parecchio il peso della questione.
L’affermazione è arrivata nel corso di una puntata del podcast di Lex Fridman, uno degli spazi di discussione più autorevoli quando si parla di tecnologia e intelligenza artificiale. Va detto però che il concetto di AGI resta qualcosa di molto sfumato. Negli ultimi anni è stato usato, e in certi casi francamente abusato, da aziende e addetti ai lavori per generare hype. Non a caso, diversi protagonisti del settore stanno cercando di prenderne le distanze, preferendo termini meno “carichi” e più concreti.
Huang rilancia sull’AGI, ma poi frena
Durante la conversazione, Fridman ha proposto una definizione abbastanza diretta di AGI: un sistema di intelligenza artificiale in grado di fare il lavoro di una persona, fino addirittura a creare e gestire un’azienda di successo. Alla domanda su quando questo scenario diventerà realtà, Jensen Huang ha risposto senza esitazione: “È già così”. Una dichiarazione che, prevedibilmente, ha fatto il giro del web in poche ore.
Eppure, poco dopo, lo stesso Huang ha ridimensionato il tono, riportando il discorso su un piano decisamente più realistico. Ha citato OpenClaw, una piattaforma open source basata su agenti IA, per spiegare come oggi sia sempre più semplice creare sistemi capaci di svolgere compiti complessi. Alcuni di questi progetti riescono anche a ottenere un successo improvviso, diventando virali in tempi brevissimi. Ma qui arriva il punto: molti di questi esperimenti, dopo un primo momento di entusiasmo, tendono a perdere rapidamente interesse e rilevanza.
L’AGI resta un traguardo ancora lontano
La parte più interessante, forse, è proprio il contrasto tra l’affermazione iniziale e il ragionamento successivo. Secondo Huang, l’idea che una moltitudine di agenti IA possa costruire qualcosa di complesso come una grande azienda tecnologica resta, ad oggi, decisamente improbabile. È un po’ come dire: sì, abbiamo fatto progressi straordinari, ma non confondiamo il progresso con il traguardo.
