La guida autonoma sta per cambiare radicalmente il mercato della memoria. A dirlo non è un analista qualsiasi, ma Sanjay Mehrotra, amministratore delegato di Micron, uno dei più grandi produttori di semiconduttori al mondo. Secondo le sue stime, le auto autonome di prossima generazione potrebbero aver bisogno di oltre 300 GB di memoria RAM. Un dato che, messo a confronto con i circa 16 GB delle vetture più avanzate oggi in circolazione, dà la misura di quanto il salto tecnologico sia enorme.
Mehrotra ha condiviso questa previsione a margine della presentazione dei risultati finanziari trimestrali dell’azienda. Micron ha chiuso il secondo trimestre con ricavi pari a circa 22 miliardi di euro, un balzo notevole rispetto ai circa 7,5 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. A trainare questa crescita è stata soprattutto la domanda di chip per l’Intelligenza Artificiale. Non a caso, nei mesi scorsi Micron ha deciso di chiudere la divisione consumer per concentrare tutte le risorse sui chip destinati alle applicazioni di IA.
Perché la guida autonoma ha bisogno di tutta questa memoria
Quando si parla di veicoli con autonomia di livello 4, si fa riferimento a sistemi capaci di gestire la guida senza intervento umano nella maggior parte delle situazioni, pur lasciando al conducente la possibilità di riprendere il controllo. Gestire in tempo reale i dati che arrivano da sensori, telecamere e radar richiede una capacità di elaborazione e una quantità di memoria che oggi sono tipiche dei data center, non certo delle automobili.
Lo sviluppo è già in pieno corso. Nvidia, per esempio, collabora con diversi costruttori come BYD, Geely, Nissan e Isuzu per integrare la piattaforma Drive Hyperion, pensata proprio per supportare sistemi di guida autonoma avanzata. Queste soluzioni si basano su modelli di Intelligenza Artificiale che hanno bisogno di enorme capacità di calcolo e memoria ad alte prestazioni. Di fatto, un’auto a guida autonoma di livello 4 avrà esigenze hardware paragonabili a quelle dei sistemi di IA che oggi girano nei grandi centri di calcolo.
Micron si prepara, ma i tempi non saranno brevi
Per farsi trovare pronta, Micron ha annunciato un piano di espansione della produzione con nuovi impianti previsti in Giappone, Singapore e negli Stati Uniti. L’obiettivo è aumentare la capacità produttiva del 20% già nel 2026, mentre le nuove fabbriche dovrebbero entrare in funzione tra il 2028 e il 2029.
La diffusione su larga scala dei veicoli autonomi di livello 4, però, richiederà ancora parecchio tempo. I costi restano elevati e il quadro normativo deve ancora evolversi in modo significativo. Secondo Micron, l’introduzione massiccia di queste tecnologie potrebbe generare una nuova pressione sulla catena di approvvigionamento dei semiconduttori, già messa duramente alla prova negli ultimi anni. L’auto a guida autonoma si sta trasformando, di fatto, in un sistema ad altissima intensità di calcolo, e questo cambierà profondamente anche il mercato dei componenti elettronici.
