L’intesa tra AliExpress e Poste Italiane è di quelle che fanno alzare le antenne, perché non si tratta di un semplice contratto logistico. L’accordo coinvolge i venditori presenti sul territorio italiano ma, ed è qui che la faccenda si fa davvero interessante, si estende anche ai venditori europei attraverso la capillare rete distributiva di Poste. Il meccanismo che ne emerge merita attenzione, soprattutto alla luce delle nuove regole doganali che l’Unione Europea sta mettendo in campo.
Il punto centrale è questo: i venditori italiani che operano su AliExpress potrebbero diventare a tutti gli effetti degli hub locali per la piattaforma cinese. E la conseguenza più rilevante, quella che sta generando discussione, riguarda la possibilità concreta di aggirare i famosi dazi da 3 euro applicati ai pacchi di piccolo valore provenienti da fuori Europa. Se la merce parte dall’Italia o da un altro Paese membro, quei dazi semplicemente non si applicano. Nessuna dogana da attraversare, nessun sovrapprezzo per il consumatore finale.
Come funziona il meccanismo e perché è così rilevante
Per capire la portata dell’operazione bisogna fare un passo indietro. L’Unione Europea ha introdotto una soglia minima di tassazione doganale proprio per colpire l’enorme flusso di pacchetti a basso costo spediti dalla Cina. Si parla di milioni di colli ogni giorno, spesso dal valore dichiarato irrisorio, che finiscono nelle cassette postali di mezza Europa senza versare praticamente nulla al fisco comunitario. La soglia dei 3 euro a pacco era pensata come deterrente, un modo per rendere meno conveniente quel modello di business basato su prezzi stracciati e spedizioni dirette dall’Asia.
Ora, con questa partnership, AliExpress potrebbe ribaltare completamente lo scenario. Se un venditore italiano acquista stock dalla Cina, lo stocca nel proprio magazzino e poi lo rivende sulla piattaforma, quel pacco risulta spedito dall’Italia. Fine della storia, almeno dal punto di vista doganale. La rete di Poste Italiane, con la sua copertura capillare sia nazionale che europea, diventa il veicolo perfetto per far funzionare tutto questo su larga scala.
Le implicazioni per il mercato europeo
Non è difficile immaginare cosa potrebbe succedere se il modello funziona. Altri marketplace cinesi potrebbero seguire la stessa strada, cercando accordi simili con operatori postali di altri Paesi. Il risultato sarebbe una rete di magazzini distribuiti in tutta Europa che, formalmente, trasformano merce extra UE in spedizioni intracomunitarie.
Per i venditori italiani che aderiscono all’iniziativa, i vantaggi sono evidenti: accesso a una platea enorme di acquirenti, logistica gestita da un operatore affidabile come Poste e margini potenzialmente interessanti. Per AliExpress, il guadagno è strategico: mantenere prezzi competitivi nonostante il nuovo quadro normativo europeo.
