Cupra Raval è il nome che ricorre più spesso quando si parla del futuro del brand spagnolo, e le parole del CEO Markus Haupt, raccolte a margine dell’E-Prix di Madrid durante una tavola rotonda con la stampa internazionale, non lasciano spazio a dubbi. La presentazione ufficiale è fissata per il 9 aprile, data in cui verrà attivato anche il configuratore online per raccogliere i primi ordini. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: superare le 40.000 unità vendute nel 2026. Haupt ha inquadrato Cupra Raval come uno strumento fondamentale per rendere la mobilità elettrica più accessibile, soprattutto in un segmento che oggi, a tutti gli effetti, è ancora semivuoto. Con 4 metri di lunghezza esterna, 420 litri di bagagliaio e uno spazio posteriore paragonabile a quello di una Golf, il modello promette di sorprendere chi sale a bordo. Sul prezzo, Haupt si è detto soddisfatto del posizionamento raggiunto, anche se sulla marginalità il lavoro non è finito: il brand ha appena presentato un programma di performance articolato in quattro pilastri, e la riduzione dei costi attraversa tutte le categorie.
Batterie LFP, architettura e il DNA sportivo che fa la differenza
Uno degli aspetti più interessanti emersi riguarda la strategia sulle batterie LFP (litio ferro fosfato). Haupt ha confermato che tutte le versioni “energy” della gamma elettrica Cupra adotteranno questa chimica, mentre le varianti ad alte prestazioni manterranno una soluzione diversa. Anche Cupra Born riceverà la batteria LFP nel prossimo ciclo produttivo. La scelta della trazione anteriore per Cupra Raval, poi, non è solo una questione di mercato: concentrare tutti i componenti ad alta tensione nella parte anteriore semplifica la produzione e abbatte i costi dei materiali. Come esempio concreto, Haupt ha citato l’introduzione di una nuova batteria sulla Tavascan, più economica della precedente.
E quando gli hanno chiesto come fa Cupra a restare sportiva in un mondo che punta tutto su comfort e guida autonoma, la risposta è stata chirurgica. Assetto ribassato di 50 mm con sospensione sportiva, sterzo più diretto rispetto agli altri modelli della piattaforma, risposta del pedale dell’acceleratore ricalibrata, silent block sostituiti per aumentare la rigidità. Il team di Cupra ha ricevuto l’incarico di sviluppare quattro modelli sulla stessa piattaforma, tutti molto diversi tra loro. E quando qualcuno ha chiesto se Cupra sia diventata il benchmark del Gruppo Volkswagen, Haupt ha riso e ha risposto: “Dovremmo scriverla, questa cosa”. A supporto, un dato: sia Born che Raval sono state svelate prima delle rispettive controparti Volkswagen e Skoda.
Tindaya, motore 5 cilindri e il nodo delle infrastrutture europee
Sulla Cupra Tindaya, il concept presentato all’IAA di Monaco, Haupt è stato netto: non resterà un esercizio di stile. Il modello di serie sarà molto simile a quello visto in fiera, anche se tempistiche e specifiche tecniche restano da definire. Per quanto riguarda il motore 5 cilindri, al momento l’unica applicazione confermata è la nuova Formentor, anche se Haupt ha ammesso che il 4 cilindri da 245 kW si sta avvicinando parecchio alle prestazioni del cinque cilindri. Sul fronte ibrido, il full hybrid annunciato da Volkswagen arriverà anche su Cupra Leon.
Il capitolo normative europee ha portato Haupt a una riflessione schietta: Cupra Raval beneficia del fattore moltiplicativo 1.3 sulla CO2, ma i limiti alle emissioni da soli non bastano. Servono costi energetici più bassi, una rete di ricarica adeguata e sostegno al consumatore. L’Italia, in particolare, sconta un problema reale legato al costo dell’energia. Sulla concorrenza cinese, poi, nessuna diplomazia: la competizione è legittima solo se avviene a condizioni paritarie. La proposta è chiara: invitare i costruttori cinesi a produrre in Europa con almeno il 50% di contenuto locale, esattamente come fece la Cina con le aziende occidentali quarant’anni fa. Un messaggio che Haupt porta direttamente ai tavoli istituzionali, dal presidente spagnolo agli altri rappresentanti politici europei.
