The Vampire Diaries (Netflix) non è mai stata solo una serie sui vampiri. Chi ha seguito tutte le stagioni lo sa bene: dietro la facciata soprannaturale si nascondono storie di dolore, perdita e scelte che lasciano il segno. Ogni personaggio porta addosso cicatrici profonde, e alcune vicende sono davvero impossibili da archiviare con leggerezza. Proviamo a ripercorrere i momenti più drammatici che hanno reso questa serie così capace di colpire allo stomaco.
Le perdite che hanno segnato i protagonisti di The Vampire Diaries
Partiamo da Elena Gilbert, che in pratica apre la serie già devastata. La morte dei genitori in un incidente stradale è il punto di partenza di tutto, ma col tempo si scopre che quell’evento nasconde verità ben più complesse e dolorose. Elena perde poi la zia Jenna, uccisa durante un rituale da Klaus, e più avanti anche il fratello Jeremy, anche se in quel caso la situazione si risolve in modo diverso. Il punto è che Elena accumula lutti su lutti, e ogni volta sembra impossibile che possa rialzarsi. Eppure lo fa, il che rende il personaggio ancora più tragico, perché la resilienza non cancella il dolore.
Poi ci sono i fratelli Salvatore. Stefan e Damon trascinano un conflitto che dura letteralmente secoli, nato dalla trasformazione in vampiri e dall’ossessione condivisa per Katherine Pierce. Stefan convive con il senso di colpa per le vite che ha distrutto nei periodi in cui perdeva il controllo, guadagnandosi il soprannome di “Squartatore”. Damon, dal canto suo, maschera tutto con il cinismo, ma le ferite sono evidenti: l’abbandono percepito, la rivalità col fratello, la sensazione costante di non essere abbastanza. In The Vampire Diaries i Salvatore rappresentano due modi diversi di portare lo stesso peso, e nessuno dei due funziona davvero.
Traumi nascosti e sacrifici
C’è un personaggio che spesso viene sottovalutato quando si parla di sofferenza nella serie: Bonnie Bennett. Strega potentissima, certo, ma anche la persona che sacrifica di più. Perde la nonna proprio mentre cerca di aiutare gli altri, e da quel momento ogni suo atto di magia ha un costo altissimo. Bonnie muore, torna, perde persone care, si ritrova intrappolata in dimensioni alternative. Il suo arco narrativo è probabilmente il più crudele di tutta la serie, perché il sacrificio non viene quasi mai riconosciuto dagli altri personaggi.
E poi c’è Caroline Forbes, che parte come il personaggio più leggero del gruppo e finisce per attraversare alcune delle prove più dure. La trasformazione in vampira non è una scelta, ma una violenza subita. La morte della madre, la sceriffa Forbes, è uno dei momenti più strazianti dell’intera serie, anche perché avviene per una malattia contro cui nemmeno la magia può fare nulla. In The Vampire Diaries la morte “normale” colpisce a volte più forte di quella soprannaturale.
Anche Tyler Lockwood merita una menzione. La maledizione dei licantropi, la trasformazione fisica brutale, il legame forzato con Klaus: Tyler non sceglie quasi nulla di quello che gli succede. Subisce, reagisce, e spesso perde. Il suo percorso nella serie è un promemoria costante del fatto che in The Vampire Diaries nessuno è al sicuro e chi sembra secondario può portare sulle spalle un carico enorme.
