Take-Two Interactive e il suo CEO Strauss Zelnick stanno dettando una linea piuttosto chiara su tre questioni che agitano il mondo dei videogiochi: la pubblicità nei giochi premium, l’espansione verso mercati ancora poco esplorati e il ruolo dell’intelligenza artificiale nello sviluppo. In un momento in cui i titoli AAA arrivano a costare tranquillamente 70 o 80 euro, capire dove si posiziona uno dei publisher più importanti del pianeta non è cosa da poco.
Niente pubblicità nei giochi a pagamento: la posizione di Zelnick
Le dichiarazioni sono arrivate durante un’intervista con The Games Business, e Zelnick non ha girato troppo intorno alla questione. Per quanto riguarda le inserzioni pubblicitarie nei titoli a pagamento, la risposta è stata secca: nei free to play possono avere senso, ma in un gioco per cui qualcuno ha speso 70 o 80 euro, no. Punto. Il CEO ha poi specificato che la pubblicità presente in NBA 2K, quella dei cartelloni negli stadi virtuali per intendersi, rientra in una logica completamente diversa. Replica l’esperienza reale di una partita, non è un’intrusione, e dal punto di vista economico non rappresenta nemmeno un contributo significativo per l’azienda. Una presa di distanza netta da quei publisher che hanno provato a infilare advertising invasivo anche in produzioni a prezzo pieno, beccandosi puntualmente la reazione furiosa della community.
L’obiettivo: conquistare i mercati globali ancora “sottoserviti”
Poi c’è il discorso della distribuzione globale, e qui i numeri parlano chiaro. Oggi il 65% dei ricavi di Take-Two arriva dagli Stati Uniti. Zelnick considera questo dato destinato a cambiare in modo radicale nel giro di un decennio, con l’obiettivo di portare la quota americana al 20/25%. I mercati nel mirino? India, Africa, Medio Oriente, America Latina e buona parte dell’Asia, definiti dal CEO stesso come territori ancora sottoserviti. Per chi gioca in quelle aree, questo potrebbe significare localizzazioni migliori, prezzi adattati alle economie locali e un’offerta mobile pensata per dispositivi meno potenti. Il mercato PC, tra l’altro, viene indicato come la leva principale per raggiungere quei paesi dove le console non hanno mai avuto grande diffusione. Le implicazioni toccano direttamente franchise enormi, dai futuri capitoli di Grand Theft Auto, compreso l’attesissimo GTA 6, fino alle serie sportive annuali come NBA 2K e WWE 2K.
Intelligenza artificiale: strumento utile, non una minaccia
E poi c’è il capitolo intelligenza artificiale generativa, forse il più interessante. Zelnick ha commentato il caso di Project Genie di Google, una demo capace di generare brevissime esperienze interattive a partire da un semplice testo. La presentazione aveva provocato cali in borsa per le principali società del gaming, e il CEO si è detto francamente sconvolto da quella reazione. Gli investitori l’avevano letta come una minaccia, quando secondo Zelnick si tratta piuttosto di uno strumento di supporto alla produzione.
