Un mammifero selvatico che qualcuno credeva scomparso per sempre è improvvisamente ricomparso in Ohio. Si chiama Pekania pennanti e dopo più di un secolo e mezzo di assenza totale dal territorio, è spuntato di nuovo fuori. A testimoniarlo sono state alcune fototrappole installate nei Cleveland Metroparks, che hanno immortalato questo animale nella zona di Cuyahoga. Ed è la prima conferma certa del suo ritorno in quell’area da oltre 150 anni.
Per capire quanto sia significativa questa notizia, bisogna fare un passo indietro. La Pekania pennanti, che appartiene alla famiglia dei mustelidi (la stessa delle faine, per intendersi), era un tempo diffusa in tutto il Nord America. Poi è successo quello che è successo un po’ ovunque: disboscamento selvaggio tra l’Ottocento e il Novecento, caccia intensiva per la pelliccia, e un habitat che si è ridotto fino a sparire. Il risultato? L’animale era scomparso completamente da ampie porzioni del suo areale storico, Ohio compreso.
Eppure questo predatore ha qualcosa di speciale. È uno dei pochissimi animali in grado di cacciare gli istrici nonostante i loro aculei, il che lo rende un tassello fondamentale nell’equilibrio degli ecosistemi forestali. Il fatto che la Pekania pennanti stia tornando nei boschi dell’Ohio dice molto sulla salute di quegli ambienti naturali.
La Pekania Pennanti torna: il simpatico animale è di nuovo presente grazie alla riforestazione
Sarebbe bello pensare a un colpo di fortuna, ma la realtà è più interessante. Il ritorno di questo animale selvatico in Ohio sembra essere il frutto diretto di politiche di riforestazione e gestione territoriale portate avanti in coordinamento con stati limitrofi come New York e Pennsylvania. Già dal 2013 c’erano stati segnali sparsi, avvistamenti non del tutto verificabili. Le immagini catturate ora dalle macchine fotografiche nascoste nei parchi, però, cambiano tutto: confermano che l’habitat è tornato sufficientemente adatto a ospitare stabilmente questi predatori.
E qui si apre un punto che vale la pena sottolineare. Non basta piantare alberi: serve creare corridoi ecologici, passaggi verdi che colleghino le aree boschive tra loro. Senza queste connessioni, le specie non riescono a spostarsi, a trovare partner per la riproduzione, a ricolonizzare territori da cui erano state espulse. La Pekania pennanti ne è la prova vivente.

