Ferrari Luce è il nome che accompagnerà il debutto assoluto di Maranello nel mondo delle auto completamente elettriche. E no, non sarà un esperimento timido. Nonostante il mercato delle auto elettriche di lusso stia attraversando un momento tutt’altro che facile, Ferrari tira dritto e scommette su un modello che, secondo i vertici dell’azienda, sarà in grado di regalare le stesse emozioni che ci si aspetta da qualsiasi vettura con il Cavallino Rampante sul cofano.
In una recente intervista rilasciata ad Autocar India, l’amministratore delegato Benedetto Vigna ha spiegato quali sono i cinque pilastri su cui poggia l’esperienza di guida di Ferrari Luce. Il primo è l’accelerazione longitudinale. E qui Vigna ha fatto una precisazione interessante: l’accelerazione delle elettriche è spesso troppo lineare, e in certi casi addirittura eccessiva, al punto da risultare disturbante per il cervello umano. Ferrari ha collaborato nientemeno che con la NASA per capire quale sia il livello di accelerazione che inizia a creare disagio nei passeggeri. Troppa spinta, insomma, non è necessariamente un vantaggio.
Cambio a palette e suono autentico: cosa rende speciale Ferrari Luce
Gli altri ingredienti fondamentali sono l’accelerazione trasversale, la frenata, il cambio marcia e il suono. E proprio su questi ultimi due punti Ferrari Luce promette qualcosa di davvero diverso rispetto alla concorrenza. Come hanno mostrato le immagini degli interni trapelate di recente, la vettura sarà equipaggiata con paddle shifter al volante. Ma attenzione: non serviranno a regolare il livello di frenata rigenerativa, come accade su molte elettriche. Serviranno invece a modulare il livello di coppia erogata dai motori. Vigna non ha confermato esplicitamente che il sistema simulerà i cambi marcia tradizionali, un po’ come fa Hyundai Ioniq 5 N, però la direzione sembra proprio quella.
E poi c’è la questione del suono, forse il tema più delicato per un marchio che ha costruito la propria leggenda anche attorno al rombo dei propri motori. Alcuni brevetti depositati da Ferrari hanno già chiarito un punto: nessuna intenzione di simulare il rumore di un motore a combustione interna. L’approccio sarà diverso, più onesto se vogliamo. Vigna ha spiegato che il motore elettrico non è affatto silenzioso, produce un suono reale. Il problema, semmai, è che oggi molti associano quel suono a frequenze alte e fastidiose. Ma esistono anche frequenze basse, e Ferrari intende catturare e amplificare il suono in modo autentico, senza trasformare l’esperienza in qualcosa di artificiale. Le sue parole esatte sono state piuttosto eloquenti: l’obiettivo è evitare di sembrare un DJ.
Autonomia e utilizzo: cosa aspettarsi da Ferrari Luce
Vigna ha anche fornito un dato concreto sull’autonomia: Ferrari Luce supererà i 500 km con una singola carica. Non è un numero da record assoluto, ma va contestualizzato. La vettura non è stata progettata per un utilizzo in pista. Lo stesso Vigna ha ammesso che la tecnologia delle batterie attuali non permette ancora di realizzare auto elettriche pensate per quel tipo di prestazione estrema e prolungata. Ferrari Luce sarà quindi una granturismo elettrica nel senso più classico del termine, orientata al piacere di guida su strada piuttosto che ai giri cronometrati.
