Il clone digitale di Val Kilmer generato tramite intelligenza artificiale sarà protagonista di un nuovo film indipendente intitolato As Deep as the Grave. L’attore, scomparso lo scorso anno a causa di un cancro alla gola, non ha mai potuto mettere piede sul set. Eppure comparirà in una parte significativa della pellicola, grazie a una controfigura interamente creata con l’IA. E la cosa più sorprendente è che tutto questo è avvenuto con il pieno consenso della famiglia.
Nel 2020, Val Kilmer aveva accettato il ruolo di un prete cattolico e spiritualista nativo americano in As Deep as the Grave, un film diretto da Coerte Voorhees che racconta la storia vera di un gruppo di archeologi impegnati a ricostruire le vicende della nazione Navajo. La malattia, però, gli ha impedito di girare anche una sola scena. La sua ultima apparizione cinematografica risale al 2022, in Top Gun: Maverick. È morto l’anno successivo.
Un “gemello” digitale al posto dell’attore
Il regista ha provato a tagliare dal montaggio tutte le scene che coinvolgevano Val Kilmer. Ma non funzionava. Il personaggio era troppo centrale per essere eliminato. «Normalmente avremmo semplicemente sostituito l’attore», ha spiegato Voorhees a Variety, sottolineando di preferire lavorare con attori in carne e ossa. Il problema, però, era duplice: non c’era il budget per rigirare nuove scene e la produzione si era già trascinata per sei anni tra pandemia e altre complicazioni.
Ed è qui che entra in gioco l’IA generativa. Le scene con Val Kilmer sono state ricreate attraverso un gemello digitale dell’attore, costruito a partire da immagini di quando era giovane e da materiale più recente, incluse riprese degli ultimi anni, molte delle quali fornite direttamente dalla famiglia. Il risultato mostra il personaggio in diverse fasi della vita. Anche la voce di Val Kilmer è stata utilizzata nella colonna sonora, una voce profondamente alterata dall’intervento alla trachea subito a causa della malattia.
La famiglia Kilmer ha dato il via libera: i può vivere attraverso il cinema
Un dettaglio narrativo rende il tutto meno straniante di quanto potrebbe sembrare. Il personaggio interpretato dal doppio digitale di Val Kilmer, padre Fintan, soffriva di tubercolosi. Come ha spiegato John Voorhees, fratello del regista e produttore del film, «per quanto riguarda la voce, è un’occasione davvero unica in cui la condizione del personaggio rispecchia quella reale dell’attore, creando una sorta di ponte tra finzione e realtà».
Mercedes Kilmer, figlia dell’attore, ha dichiarato che suo padre «guardava alle tecnologie emergenti con ottimismo, come uno strumento per ampliare le possibilità della narrazione». E il regista ha aggiunto che Val Kilmer considerava questa storia «importante, qualcosa a cui voleva legare il proprio nome». Proprio quel sostegno ha convinto Voorhees ad andare avanti: «Anche se qualcuno potrebbe giudicarlo controverso, era quello che Val voleva».
Resta da capire quale sarà il risultato finale sullo schermo. L’IA generativa finora è stata impiegata soprattutto per sequenze di effetti speciali, molto più raramente per “incarnare” attori veri e propri. La tecnologia riuscirà a superare il problema della cosiddetta valle perturbante in As Deep as the Grave? Dalla singola immagine diffusa dalla produzione è ancora impossibile dirlo.
