Il crollo del traffico da Google Search verso i siti web non è più un sospetto, ma un dato nero su bianco. Nuovi numeri raccolti da Chartbeat e condivisi da Axios mostrano uno scenario piuttosto impietoso per chi pubblica contenuti online: nell’ultimo anno i referral da Google Search sono calati in modo drastico, con un impatto ancora più pesante sui siti più piccoli. E nel frattempo, il traffico generato dai link inseriti nelle risposte dell’intelligenza artificiale resta praticamente irrilevante, sotto l’1% del totale delle visite ai publisher.
I numeri parlano chiaro. I piccoli editori, quelli con meno visualizzazioni giornaliere, hanno registrato un calo del 60% nel traffico proveniente da Google Search. Gli editori di medie dimensioni, con un volume compreso tra 10.000 e 100.000 pagine viste al giorno, hanno perso il 47%. I grandi editori, quelli sopra le 100.000 visualizzazioni giornaliere, se la sono cavata un po’ meglio, ma hanno comunque subito una flessione del 22%. Non si parla di oscillazioni fisiologiche, qui la tendenza è netta.
Google Discover in calo, e i chatbot non compensano
Non è solo Google Search a perdere terreno. Anche Google Discover ha fatto registrare un calo del 15% nel traffico indirizzato verso i siti web nell’arco dell’ultimo anno. E l’idea che l’intelligenza artificiale possa in qualche modo compensare queste perdite, almeno per ora, resta una speranza più che una realtà. I chatbot AI, compresi quelli di Google, generano meno dell’1% di tutte le visite ai publisher. Un dato che fa riflettere, anche se va detto che ChatGPT ha visto crescere i propri referral di oltre il 200% nel corso del 2025. Una crescita enorme in percentuale, ma che parte da numeri talmente bassi da non spostare quasi nulla.
Interessante anche un altro dettaglio: i siti di news e media sono quelli che ricevono il maggior volume di visite dalle piattaforme AI, ma con il livello di engagement più basso in assoluto. Gli utenti, in pratica, cliccano sui link delle fonti solo per verificare la veridicità delle risposte generate dall’intelligenza artificiale, notoriamente poco affidabili, e poi tornano indietro quasi subito.
Testate tech tra le più colpite, Google difende la propria posizione
Un altro rapporto recente ha messo in evidenza quanto il settore della stampa tecnologica sia stato colpito duramente. Siti come The Verge, HowToGeek e molti altri hanno perso fino all’85% o più del traffico proveniente da Google Search nell’ultimo anno. Il caso più estremo riguarda Digital Trends, che ha registrato un crollo del 97% e ha licenziato quasi tutto il personale a tempo pieno all’inizio del 2025.
Google, da parte sua, ha dichiarato nel corso dell’ultimo anno che il volume complessivo di clic organici dal proprio motore di ricerca verso i siti web è rimasto “relativamente stabile anno su anno”, aggiungendo che la qualità media dei clic sarebbe addirittura migliorata. Per “clic di qualità” l’azienda intende quelli in cui l’utente non torna subito indietro dopo aver visitato il sito, un segnale che indica interesse reale verso il contenuto. Una lettura dei dati che appare in netto contrasto con quanto emerge dai report indipendenti.
Il rapporto ha inoltre evidenziato che email, app e messaggistica istantanea rappresentano una fonte di traffico referral in crescita, mentre il traffico complessivo verso i publisher è calato del 6% tra il 2024 e il 2025.
