Il fatto che l’FBI compri dati di localizzazione degli americani sul mercato aperto non è più un sospetto: è una conferma ufficiale. Durante un’audizione al Senato degli Stati Uniti, il direttore dell’agenzia federale Kash Patel ha dichiarato senza troppi giri di parole che l’FBI acquista regolarmente informazioni commercialmente disponibili, utili a tracciare gli spostamenti e la posizione delle persone. “Acquistiamo informazioni disponibili in commercio, coerenti con la Costituzione e con le leggi previste dall’Electronic Communications Privacy Act, e questo ha prodotto intelligence di grande valore”, ha spiegato Patel davanti alla commissione Intelligence del Senato.
Il punto, però, è un altro. Dopo la storica sentenza Carpenter v. United States del 2018, le forze dell’ordine sono tenute a ottenere un mandato giudiziario per richiedere dati di localizzazione ai fornitori di servizi telefonici. Una protezione importante, pensata per tutelare il Quarto Emendamento della Costituzione americana, quello che protegge i cittadini da perquisizioni e sequestri irragionevoli. Ma perché affrontare tutta la trafila legale di un mandato, quando è possibile semplicemente comprare le stesse informazioni da broker di dati sul libero mercato?
Le critiche del senatore Wyden e il nodo della privacy
Proprio su questo aspetto si è concentrato il senatore Ron Wyden, democratico dell’Oregon, che non ha usato mezzi termini. “Farlo senza un mandato è un aggiramento scandaloso del Quarto Emendamento, ed è particolarmente pericoloso dato l’uso dell’intelligenza artificiale per setacciare enormi quantità di informazioni private”, ha dichiarato Wyden durante l’audizione. Il senatore è tra i legislatori che spingono con più forza per una riforma profonda delle modalità con cui il governo può ottenere i dati personali dei cittadini.
E una riforma, a quanto pare, sarebbe più che necessaria. Lo stesso Kash Patel si porta dietro una storia di utilizzo quantomeno discutibile delle risorse governative. Tra le vicende più note, l’aver ordinato protezioni SWAT per la sua fidanzata e l’essersi in qualche modo inserito nelle celebrazioni della squadra maschile di hockey alle ultime Olimpiadi invernali. Dettagli che non aumentano esattamente la fiducia nel fatto che i limiti delle poche tutele sulla privacy esistenti vengano rispettati alla lettera.
Non solo FBI: sorveglianza e controversie nel governo americano
Il problema, tra l’altro, non si limita all’FBI. Il quadro è più ampio e decisamente preoccupante. Il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) è attualmente coinvolto in una causa legale per aver tracciato illegalmente i manifestanti contrari ai raid anti immigrazione. E poi c’è il caso del Pentagono, che ha classificato Anthropic, nota azienda di intelligenza artificiale, come rischio per la catena di approvvigionamento. Il motivo? La società ha rifiutato di permettere che i suoi prodotti venissero utilizzati per la sorveglianza di massa dei cittadini americani.
