Il decreto carburanti è stato approvato dal Consiglio dei ministri con l’obiettivo di frenare i rincari di benzina e diesel esplosi dopo l’inizio del conflitto in Iran. L’annuncio è arrivato direttamente dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, durante la trasmissione “Dieci minuti” su Rete4: “Pochi minuti fa il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto carburanti che prevede un sostanzioso taglio delle accise, che già dalle prossime ore si trasformerà in una riduzione del prezzo della benzina e del diesel”.
Si parla di un intervento corposo, non di qualche spicciolo. Lo stesso Salvini ha chiarito che la riduzione sarà nell’ordine di 20 o 25 centesimi al litro, e non di 3 o 4. Il che significa, tradotto in termini pratici, che se oggi il diesel si aggira mediamente intorno ai 2 o 2,10 euro, domani dovrebbe scendere sotto l’1,90. La misura avrà però una durata limitata a 20 giorni, legata all’evoluzione della situazione in Medio Oriente. Questa norma, rivolta a tutti, assorbe anche il rafforzamento della social card, che invece avrebbe interessato solo i redditi più bassi.
Le parole di Meloni e la stretta contro la speculazione
La conferma è arrivata anche dalla premier Giorgia Meloni, intervenuta ai microfoni del Tg1. Tre le direttrici principali del decreto carburanti secondo la presidente del Consiglio: il taglio di 25 centesimi al litro, l’introduzione di un credito d’imposta per gli autotrasportatori (per evitare che il caro carburante si scarichi sui prezzi al consumo) e un meccanismo anti speculazione. Quest’ultimo lega il prezzo alla pompa all’andamento reale del prezzo del petrolio, con sanzioni previste per chi dovesse discostarsi in modo anomalo.
Il decreto istituisce, nei due mesi successivi all’entrata in vigore, uno speciale regime di controllo sulla filiera di approvvigionamento e distribuzione dei carburanti. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, qualora rilevi incrementi anomali o repentini, comunicherà alla Guardia di finanza i dati degli operatori coinvolti. Le verifiche potranno risalire lungo tutta la catena, fino al costo di acquisto del greggio e dei prodotti raffinati. I risultati verranno poi trasmessi sia al Garante per la concorrenza sia, se necessario, all’Autorità giudiziaria per accertare eventuali reati di manovre speculative su merci.
Bonus autotrasportatori e social card potenziata
Tra le misure contenute nel decreto carburanti figura anche un bonus straordinario per gli autotrasportatori. Le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia che svolgono attività di trasporto potranno beneficiare di un credito di imposta pari al 28% della spesa sostenuta nel trimestre per l’acquisto di gasolio, al netto dell’IVA. La misura riguarda i veicoli di categoria Euro 5 o superiore, e lo stanziamento complessivo supera i 608 milioni di euro per il 2026.
Previsto anche un potenziamento del ruolo di Mr. Prezzi, già annunciato dal ministro Adolfo Urso nei giorni scorsi, oltre a norme specifiche per le imprese della pesca, che hanno subito aumenti eccezionali del costo dei carburanti. Per queste ultime è stato stanziato un credito di imposta da 10 milioni di euro destinato a coprire il 20% delle spese per l’acquisto di carburante nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
Sul fronte della social card, il decreto riconosce un ulteriore contributo ai beneficiari. Per sostenere il potere d’acquisto dei nuclei familiari meno abbienti, anche alla luce del caro carburante, il fondo destinato alla social card viene incrementato di 130 milioni di euro nel 2026, per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità e di carburanti.
