Nel settore dell’elettronica di consumo ci sono comparti che non fanno più rumore come un tempo, ma che continuano ad avere pochi interessati. È esattamente ciò che sta accadendo a Panasonic nel mondo dei registratori Blu-ray. Parliamo di un settore che negli ultimi anni si è ristretto sempre di più sotto la pressione dello streaming, del calo della domanda e della ritirata quasi generale dei grandi marchi. Mentre molti concorrenti hanno preferito chiudere i battenti e tagliare i costi, il gruppo giapponese ha scelto di non mollare. Una decisione che oggi, quasi contro pronostico, sta producendo un effetto inatteso. Gli ordini sono cresciuti oltre le stime e l’azienda si trova costretta a gestire ritardi nelle consegne.
A spingere questa impennata è anche il vuoto lasciato da chi ha abbandonato il settore. Sony, ad esempio, è stato tra gli ultimi nomi illustri ad aver annunciato la fine delle vendite dei propri registratori Blu-ray. In un contesto del genere quindi Panasonic si è ritrovata in una posizione privilegiata, quasi da ultimo attore in gioco di una tecnologia che molti consideravano già archiviata.
Il modello che più sta attirando l’attenzione è il DMR-ZR1, uno dei prodotti di punta della linea Diga, macchina pensata soprattutto per il mercato giapponese e dotata anche di hard disk interno da 6TB. Non è un apparecchio nato ieri, ma il suo valore simbolico oggi è molto più forte di quando venne presentato.
Lo streaming stanca e Panasonic individua il malumore
Dietro questa corsa improvvisa non c’è soltanto la nostalgia per il supporto fisico. C’è anche una grande insofferenza verso il modello dello streaming, che dopo l’entusiasmo iniziale ha mostrato tutti i suoi limiti. I cataloghi sono sempre più frammentati, i contenuti passano da una piattaforma all’altra, i prezzi degli abbonamenti sono saliti e per molti utenti l’idea di avere accesso a tutto con una sola sottoscrizione è ormai soltanto un ricordo. Il supporto fisico così torna a esercitare un fascino molto concreto. Offre infatti una disponibilità immediata, controllo diretto e una sensazione di stabilità che il digitale in abbonamento non riesce più a garantire.
Panasonic si trova così a beneficiare di un cambio di umore del mercato. La società ha già ammesso di aver ricevuto richieste superiori alle attese e di essere al lavoro per rafforzare la produzione, anche se servirà tempo prima che la catena riesca ad assorbire del tutto il nuovo volume di ordini. È qui che si gioca la partita più interessante. Bisognerà capire se si tratta di un’accelerazione legata alla paura di restare senza alternative, dunque di un picco momentaneo, oppure se sotto la superficie c’è qualcosa di più profondo.
Per ora una cosa è certa, il Blu-ray non è tornato a occupare il centro della scena, ma non è nemmeno sparito come molti avevano decretato.
