Quando Particle6 ha deciso di presentare al pubblico la sua nuova attrice generata dall’intelligenza artificiale, Tilly Norwood, immaginava curiosità, dibattiti e magari entusiasmo. Quello che si è trovato davanti, invece, è stato soprattutto scetticismo. A Hollywood, infatti, la notizia non è stata accolta con grande apertura. L’idea di un’attrice artificiale ha subito acceso una discussione su cosa significa davvero “recitare“. Tra le reazioni più nette c’è stata quella di Emily Blunt che, parlando con la rivista Variety, ha espresso una posizione molto chiara. Secondo lei, agenzie e case di produzione dovrebbero pensarci prima di imboccare tale strada. Il timore non riguarda soltanto il futuro del lavoro creativo, ma anche il modo in cui tali sistemi vengono costruiti. Molti modelli di AI, infatti, vengono addestrati su enormi quantità di contenuti prodotti da attori, doppiatori e artisti reali, spesso senza che questi abbiano dato un consenso esplicito.
Tilly Norwood: ecco le recenti opinioni sull’attrice AI
Nonostante le critiche, Particle6 ha scelto di andare avanti con il progetto. E così, qualche tempo dopo la presentazione di Tilly Norwood, è arrivato anche il suo primo esperimento artistico: un video musicale. Il brano si chiama “Take the Lead” e rappresenta, almeno sulla carta, il debutto ufficiale della prima attrice-cantante creata interamente dall’intelligenza artificiale. L’idea, in sé, non è poi così rivoluzionaria: oggi esistono strumenti che permettono a chiunque di generare musica con pochi prompt. In questo caso, però, l’esperimento è stato presentato con un approccio molto più strutturato, quasi come se si trattasse di una vera produzione musicale.
Dietro al video, infatti, non c’è stato soltanto un algoritmo lasciato lavorare in autonomia. Particle6 ha coinvolto una squadra di diciotto professionisti tra designer, editor ed esperti di prompt. Eppure, il risultato finale non sembra aver convinto il pubblico. Basta scorrere i commenti sotto il video per capire che l’accoglienza è stata piuttosto fredda, se non ironica.
A rendere la situazione ancora più curiosa è il contenuto stesso della canzone. “Take the Lead”, infatti, parla della frustrazione di essere ignorati perché si è un’intelligenza artificiale. Il testo racconta la difficoltà di Tilly nel farsi riconoscere come artista proprio perché non è umana. È un messaggio che inevitabilmente crea un effetto un po’ paradossale. Oltre tali opinioni, però, una cosa è certa: progetti come questo mostrano quanto velocemente stiano evolvendo gli strumenti creativi basati sull’intelligenza artificiale.
