Il tema del nucleare torna al centro della strategia energetica europea e anche l’Italia sembra voler rientrare nel gioco. Durante il Vertice sull’Energia Nucleare di Parigi, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato che Roma aderirà all’iniziativa internazionale che punta a triplicare la capacità nucleare globale nei prossimi decenni.
L’obiettivo dichiarato è quello di contribuire alla costruzione di un sistema energetico più stabile e meno dipendente dai combustibili fossili, in grado di sostenere la crescente domanda di elettricità. Secondo il ministro, la sfida sarà costruire un mix energetico sicuro, competitivo e decarbonizzato, integrando diverse tecnologie senza precludere nessuna opzione.
I mini reattori al centro della strategia
Il punto chiave della strategia italiana riguarda i mini reattori nucleari, noti come Small Modular Reactors (SMR). Questi impianti sono molto più piccoli rispetto alle centrali nucleari tradizionali e vengono progettati con moduli prefabbricati, che possono essere assemblati direttamente sul sito di installazione. Il governo italiano guarda con particolare interesse agli SMR di terza generazione, considerati la soluzione più vicina alla maturità tecnologica.
Allo stesso tempo si stanno osservando con attenzione anche i reattori nucleari di quarta generazione, tecnologie ancora in fase di sviluppo ma potenzialmente più efficienti e sicure. Tra queste spiccano i reattori veloci raffreddati al piombo, una tecnologia su cui l’Europa sta investendo nella ricerca.
Gli obiettivi energetici al 2050
Il possibile ritorno del nucleare compare anche nel PNIEC, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. Secondo alcune ipotesi contenute nel piano, l’Italia potrebbe arrivare entro il 2050 ad avere tra 8 e 16 gigawatt di capacità nucleare installata. Questo livello di produzione permetterebbe di coprire tra l’11% e il 22% della domanda elettrica nazionale. Non si tratta ancora di una decisione definitiva, ma piuttosto di uno scenario energetico allo studio, legato alla futura evoluzione delle tecnologie nucleari e alle scelte politiche dei prossimi anni.
Negli ultimi mesi il governo ha già avviato alcune iniziative per riaprire il dossier nucleare. Tra queste c’è la nascita di Nuclitalia, una nuova società istituita nel 2025 con l’obiettivo di analizzare le soluzioni tecnologiche più adatte al contesto italiano. Parallelamente sono in corso diverse iniziative istituzionali e industriali.
