Quando la propria voce finisce in un video propagandistico senza che nessuno si sia degnato di chiedere il permesso, la reazione non può che essere dura. Ed è esattamente quello che è successo a Steve Downes, storica voce di Master Chief nella saga Halo, che ha preso posizione pubblicamente dopo aver scoperto che la sua voce e l’immagine dello Spartan più famoso dei videogiochi erano state utilizzate in un contenuto diffuso dai canali social della Casa Bianca.
Un video che mescola cultura pop e immagini di guerra
Il filmato in questione si intitola Justice the American Way e mette insieme spezzoni di personaggi iconici della cultura pop con riprese di operazioni militari reali condotte dagli Stati Uniti in Iran. Nel montaggio compaiono, oltre a Master Chief, anche figure come Maverick di Top Gun, Iron Man interpretato da Robert Downey Jr., Saul Goodman dal franchise di Breaking Bad e John Wick di Keanu Reeves.
Il tutto accompagnato da musica costruita per colpire allo stomaco, con un risultato che diversi osservatori hanno definito profondamente problematico. Downes stesso non ha usato giri di parole: per l’attore si tratta di puro materiale propagandistico, dove finzione e realtà bellica vengono fuse in modo deliberato.
La risposta di Steve Downes: «Rimuovete la mia voce»
La presa di distanza è arrivata attraverso il profilo X dell’attore, con un messaggio che non lascia margini di ambiguità. Downes ha dichiarato di non aver partecipato in alcun modo alla realizzazione del video, di non essere stato consultato e di non approvare né l’uso della propria voce né il messaggio veicolato dal contenuto. Ha poi chiesto ai produttori di quello che ha definito «disgustoso e infantile war porn» di procedere alla rimozione immediata.
Il post ha generato oltre 2.000 commenti, con la grande maggioranza della community schierata dalla parte dell’attore. Del resto, la figura di Master Chief è da sempre associata a un contesto di eroismo fantascientifico e narrazione videoludica, qualcosa di radicalmente diverso rispetto alla promozione di operazioni militari reali.
Non è un caso isolato
La vicenda che riguarda Steve Downes e Master Chief non rappresenta un episodio a sé stante. Solo la settimana precedente, The Pokémon Company aveva rilasciato un comunicato ufficiale per prendere le distanze dall’utilizzo di un meme a tema Pokémon da parte dello stesso team social della Casa Bianca. La società giapponese aveva specificato di non aver partecipato alla creazione né alla distribuzione del contenuto, sottolineando che nessuna autorizzazione era stata concessa per l’uso della propria proprietà intellettuale. Pokémon Company aveva inoltre ribadito che la propria missione, ovvero unire le persone attraverso il gioco, non è affiliata ad alcuna posizione o agenda politica. Due episodi ravvicinati che sollevano interrogativi sull’uso non autorizzato di brand e personaggi legati all’intrattenimento da parte di istituzioni governative.
