L’aumento dei prezzi delle memorie sta diventando un fattore sempre più rilevante per chi produce smartphone, e le conseguenze potrebbero farsi sentire su ogni fascia di prezzo nei prossimi mesi. Non si tratta di un semplice rincaro temporaneo: secondo l’ultimo report di Counterpoint Research, quello che sta accadendo è una vera e propria rimodellazione delle strutture dei costi di produzione. Un cambiamento strutturale, insomma, che tocca tutta la filiera e che rischia di colpire in modo particolarmente duro i dispositivi più economici. Si potrebbe arrivare fino a 200 euro di aumento in base allo smartphone scelto.
Il punto centrale è piuttosto chiaro. Le memorie rappresentano una delle voci più pesanti nella distinta di base di uno smartphone, quella che in gergo tecnico viene chiamata Bill of Materials (BOM). Quando il prezzo di componenti come la RAM o lo storage flash sale, il costo complessivo per assemblare un telefono cresce di conseguenza. E non di poco. Counterpoint Research evidenzia variazioni significative nel BOM che stanno già interessando tutte le categorie, dagli smartphone entry-level fino ai flagship.
Gli smartphone economici rischiano di più
Ed è proprio sui modelli più accessibili che la situazione si fa delicata. Nei dispositivi di fascia alta, l’incidenza delle memorie sul costo totale è importante ma comunque diluita tra componenti premium come fotocamere avanzate, display AMOLED e chipset di ultima generazione. Sugli smartphone entry-level, invece, le memorie pesano proporzionalmente molto di più. Un rincaro anche contenuto in termini assoluti può tradursi in un aumento percentuale notevole sul prezzo finale del prodotto.
Questo mette i produttori davanti a un bivio tutt’altro che semplice. Da una parte c’è la tentazione di assorbire i costi aggiuntivi, comprimendo i margini di guadagno già ridotti su quei dispositivi. Dall’altra, c’è la possibilità concreta di trasferire il rincaro sul consumatore, con il rischio però di rendere meno appetibili prodotti che vivono proprio sulla competitività del prezzo. In entrambi i casi, il mercato degli smartphone nel suo complesso ne risente.
Il mondo smartphone è in una fase tutta da decifrare
Quello che rende la situazione particolarmente complessa è l’incertezza su quanto durerà questa fase. L’aumento dei prezzi delle memorie non è un fenomeno nuovo nel settore tecnologico, ma stavolta si inserisce in un contesto globale dove le catene di approvvigionamento sono già sotto pressione per molteplici ragioni. I produttori di memorie stanno orientando parte della capacità produttiva verso chip ad alte prestazioni destinati ai data center e all’intelligenza artificiale, e questo spostamento di priorità influisce inevitabilmente sulla disponibilità e sui costi per il comparto mobile.
Le ripercussioni nel medio e lungo periodo restano ancora poco decifrabili, come sottolinea lo stesso report di Counterpoint Research. Molto dipenderà dalla capacità dei singoli brand di rinegoziare i contratti di fornitura, ottimizzare le configurazioni hardware e, dove possibile, trovare alternative senza sacrificare troppo le specifiche tecniche. Il BOM degli smartphone è destinato a restare un osservato speciale per tutto il 2025, con possibili effetti a cascata su listini, strategie commerciali e persino sulle scelte di design dei prodotti futuri.
