La vicenda del gigantesco leak di GTA 6 torna al centro dell’attenzione. A riaccendere la discussione è Arion Kurtaj, l’hacker responsabile dell’attacco informatico ai danni di Rockstar Games avvenuto nel 2022. Kurtaj, oggi detenuto, avrebbe infatti lasciato intendere che il codice sorgente del gioco potrebbe essere ancora in circolazione. Un’affermazione che, pur senza prove concrete, è bastata per riaccendere i timori tra i fan e nella community videoludica. Il timore principale riguarda la possibilità che una copia del codice possa emergere online, con potenziali conseguenze sullo sviluppo o sulla sicurezza del titolo.
Le dichiarazioni emerse dal carcere
Secondo alcune conversazioni emerse in rete, Kurtaj sarebbe riuscito a procurarsi uno smartphone anche mentre si trova in detenzione. In uno scambio di messaggi diffuso online, l’hacker avrebbe parlato del materiale sottratto a Rockstar Games durante l’attacco del 2022. In particolare avrebbe dichiarato di essere sorpreso che il codice sorgente non sia ancora trapelato pubblicamente, suggerendo che potrebbe comunque trovarsi “da qualche parte”. Non sono state fornite ulteriori informazioni o prove concrete, ma le parole di Kurtaj sono state sufficienti per riaccendere il dibattito sulla sicurezza del progetto.
Il maxi leak del 2022
Il nome di Arion Kurtaj è legato a uno dei più gravi attacchi informatici nella storia dell’industria videoludica. Nel 2022, quando aveva appena 17 anni, l’hacker riuscì a violare i sistemi interni di Rockstar Games e a pubblicare online decine di video provenienti da una build preliminare di GTA 6. Quelle clip mostrarono per la prima volta sequenze ambientate nella nuova versione di Vice City e introdussero Lucia, una delle protagoniste del gioco.
Il leak ebbe un impatto enorme, non solo per la quantità di materiale pubblicato ma anche perché offrì uno sguardo diretto su un progetto ancora lontano dalla fase finale di sviluppo. All’epoca Kurtaj aveva lasciato intendere di essere entrato anche in possesso del codice sorgente del gioco, anche se questa affermazione non è mai stata confermata ufficialmente.
Nel dicembre del 2023, un tribunale britannico aveva stabilito per Kurtaj un ricovero a tempo indeterminato in una struttura ospedaliera, considerando la sua condizione di autismo e il rischio di nuovi attacchi informatici. Secondo alcune informazioni circolate recentemente sui social, l’hacker sarebbe stato trasferito in un carcere convenzionale.
