Il nuovo MacBook Neo di Apple ha già acceso la curiosità di tantissimi. Il portatile sembra eccellente sulla carta, ma c’è un piccolo dettaglio che potrebbe far storcere il naso a chi usa software di virtualizzazione. Si tratta di Parallels Desktop, il programma che permette di far girare Windows (o altri sistemi) direttamente su macOS. Quest’ultimo, infatti, non è ancora stato testato ufficialmente sul Neo. Non è che non funzionerà, è solo che Apple ha fatto un po’ una mossa inedita con il chip. Il Neo monta l’A18 Pro, lo stesso degli iPhone più recenti. Finora nessuno aveva portato un chip “da telefono” dentro un macOS, e l’esperienza non è affatto la stessa che si ha con iPad. Uno scenario che ha cambiato le carte in tavola per tale dispositivo.
Apple con MacBook Neo rinuncia a Parallels Desktop? Ecco i dettagli
Nel frattempo, Parallels sta facendo tutti i test possibili per capire se ogni cosa filerà liscia. Probabilmente tra pochi giorni ci sarà un verdetto chiaro, ma fino ad allora rimane il dubbio. A ciò si aggiunge una configurazione base che parte da 8 GB di RAM. Un asset che risulta decisamente limitato soprattutto se si vuole far girare più di un paio di programmi allo stesso tempo.
Insomma, se lo scopo principale degli utenti è la virtualizzazione, al momento, la scelta più sensata è un MacBook Air più potente. Se invece si punta ad un acquisto per un utilizzo è più “classico” (navigare, scrivere, usare qualche app) allora il modello Neo resta interessante, leggero e compatto. Un valido supporto per questo tipo di esperienza. È solo una questione di capire cosa si vuole davvero fare con il proprio dispositivo. Al momento, la situazione è incerta. Con tali premesse, non resta che attendere e scoprire se Apple proporrà in futuro tale funzione sui nuovi MacBook Neo o se tutto resterà invariato.
