Le regole di App Tracking Transparency tornano al centro di una battaglia legale che non accenna a placarsi. Questa volta sono gli editori e le agenzie pubblicitarie tedesche a premere con forza sull’autorità antitrust del paese, il Bundeskartellamt, affinché respinga le modifiche proposte da Apple e imponga una sanzione all’azienda di Cupertino. Una vicenda che potrebbe avere ripercussioni ben oltre i confini della Germania.
Cosa ha proposto Apple e perché non basta
Per chi non avesse seguito tutta la vicenda: App Tracking Transparency è quella funzione introdotta da Apple che consente agli utenti di scegliere se condividere o meno i propri dati con app di terze parti attraverso il tracciamento tra applicazioni. Una mossa che Apple ha sempre presentato come una tutela della privacy, ma che editori e inserzionisti considerano anticoncorrenziale. Il punto centrale della contestazione è semplice: Apple si pone come intermediario tra le pubblicazioni e i dati pubblicitari, mentre le sue stesse app non sarebbero soggette alle stesse restrizioni imposte dal framework ATT.
L’anno scorso, nel tentativo di venire incontro alle preoccupazioni del Bundeskartellamt, Apple aveva proposto una serie di cambiamenti. Tra questi, l’introduzione di messaggi di consenso neutrali sia per i propri servizi sia per le app di terze parti, con un allineamento sostanziale nella formulazione, nel contenuto e nel design visivo di questi messaggi. L’azienda aveva anche proposto di semplificare il processo di consenso, permettendo agli sviluppatori di ottenere il permesso degli utenti per il trattamento dei dati legati alla pubblicità in modo conforme alle leggi sulla protezione dei dati.
Le autorità tedesche avevano quindi avviato una consultazione con gli operatori del settore per capire se queste proposte risolvessero davvero i problemi sollevati. La risposta, come riportato da Reuters, è stata un no secco.
La reazione degli editori tedeschi e i rischi per Apple
Bernd Nauen, amministratore delegato della Federazione tedesca della pubblicità, ha firmato insieme ad altre associazioni di categoria una lettera congiunta piuttosto dura. Secondo Nauen, gli impegni proposti da Apple “non cambierebbero gli effetti negativi del framework App Tracking Transparency”. Apple resterebbe, a tutti gli effetti, il gatekeeper dei dati, continuando a decidere chi può accedere alle informazioni rilevanti per la pubblicità e come le aziende possono comunicare con i propri clienti finali.
Se il Bundeskartellamt dovesse accertare una violazione da parte di Apple, la multa potrebbe arrivare fino al 10% del fatturato annuo dell’azienda. Non esattamente spiccioli, considerando i numeri di Cupertino. E c’è un aspetto ulteriore da non sottovalutare: una decisione sfavorevole in Germania potrebbe indebolire la posizione di Apple anche in altri paesi europei dove App Tracking Transparency è sotto esame.
Apple, dal canto suo, non arretra di un millimetro. In una dichiarazione ufficiale, l’azienda ha ribadito che “la privacy è un diritto umano fondamentale” e che ATT è stata introdotta per dare agli utenti un modo semplice di controllare se le app hanno il permesso di tracciare la loro attività. Secondo Apple, “l’industria del tracciamento ha costantemente combattuto i nostri sforzi per mantenere gli utenti in controllo dei propri dati, e questo è solo il loro ultimo tentativo di ottenere accesso illimitato alle informazioni personali”.
