Negli ultimi giorni il nome Windows 12 è tornato a rimbalzare con forza tra siti tech e forum di appassionati, alimentando speculazioni su una possibile uscita entro la fine dell’anno. Una notizia che, a dirla tutta, sembrava arrivare un po’ dal nulla, considerando che Microsoft ha più volte ribadito la volontà di investire pesantemente su Windows 11 nel corso del 2025, dopo un periodo tutt’altro che brillante per il sistema operativo. E infatti, come spesso accade quando qualcosa sembra troppo bello (o troppo strano) per essere vero, si è trattato di un fraintendimento.
A far partire tutto è stato un articolo pubblicato da PCWorld, che riportava anche un presunto nome in codice: “Hudson Valley Next”. Il pezzo aveva tutte le caratteristiche di uno scoop, con dettagli sufficienti a far drizzare le orecchie a chiunque segua il mondo dei sistemi operativi. Il problema? Non era un report originale. Era la traduzione di un articolo del sito tedesco PC Welt, parte dello stesso network editoriale, pubblicata però senza link né attribuzioni alla fonte. Risultato: sembrava materiale inedito, quando in realtà non lo era affatto.
La correzione ufficiale e il chiarimento di PCWorld
A mettere ordine nella vicenda è stato Brad Chacos, executive editor di PCWorld, con una nota ufficiale di correzione. Chacos ha spiegato come il testo fosse stato erroneamente presentato senza i dovuti riferimenti, e ha confermato che l’articolo è stato aggiornato con i link alla fonte originale. La scelta è stata quella di mantenerlo online per trasparenza, modificando però il passaggio che aveva generato confusione. Ora il pezzo è correttamente inquadrato come una semplice analisi degli indizi emersi finora su Windows 12, e non più come un’inchiesta basata su informazioni nuove.
Capita, insomma. E va dato atto a PCWorld di aver gestito la cosa in modo abbastanza pulito.
Ma le voci su Windows 12 esistono davvero?
Sì, esistono. E non da ieri. Le prime menzioni di un possibile Windows 12 risalgono addirittura al 2022, quando alcune fonti suggerivano che Microsoft stesse valutando il ritorno a un ciclo di rilascio triennale per il suo sistema operativo. Col tempo sono emerse altre ipotesi: un’interfaccia completamente rinnovata, un’integrazione ancora più profonda con l’intelligenza artificiale e persino l’idea di un modello basato su abbonamento, cosa che farebbe discutere parecchio.
Detto questo, va anche specificato che queste voci, per quanto numerose, non hanno mai avuto una base particolarmente solida. Nessuna conferma ufficiale, nessun leak davvero attendibile, nessuna roadmap trapelata. Solo una serie di ipotesi che si rincorrono da un paio d’anni e che, ciclicamente, tornano a galla ogni volta che qualcuno scrive qualcosa di vagamente collegato.
