Vent’anni al vertice non capitano per caso. Nel 2006, quando Samsung conquistò per la prima volta la posizione di marchio TV numero uno al mondo con il Bordeaux TV — un modello che faceva parlare di sé soprattutto per il design — nessuno avrebbe scommesso che quella leadership sarebbe durata due decenni interi. Invece eccola qui, confermata anche per il 2025 con una quota di mercato globale del 29,1% secondo i dati Omdia, e con una presenza nel segmento premium che non lascia molto spazio alla concorrenza: 54,3% nei modelli oltre i 2.500 dollari e 52,2% nella fascia sopra i 1.500 dollari.
Sono numeri che raccontano una storia precisa, ma non la raccontano tutta. Perché dentro quei vent’anni c’è anche qualcos’altro.
Da Bordeaux a Micro RGB: una timeline che ha ridefinito il settore
Ogni fase di quella leadership corrisponde a una scelta tecnologica che ha spostato il mercato. Nel 2009 fu l’accelerazione verso i TV LED, con display più sottili e consumi ridotti. Nel 2011 arrivò lo Smart TV, che trasformò il televisore da schermo passivo a piattaforma connessa. Nel 2015 debuttò The Serif, prima incursione seria nel territorio del design d’arredo. Due anni dopo, nel 2017, arrivarono contemporaneamente The Frame — che inventava di fatto la categoria degli Art TV — e i primi QLED con tecnologia Quantum Dot, che alzavano l’asticella sulla qualità d’immagine premium.
Il 2018 portò gli 8K con oltre 33 milioni di pixel, quattro volte la risoluzione del 4K. Il 2020 fu l’anno del Micro LED, tecnologia auto-emissiva che ridefinì luminosità e contrasto nei grandi formati. Oggi la traiettoria prosegue con i nuovi pannelli Micro RGB, con l’espansione delle gamme OLED e Neo QLED e con l’integrazione sempre più profonda dell’intelligenza artificiale nei processori di nuova generazione.
“Se non ti accorgi della tecnologia, abbiamo fatto bene il nostro lavoro”
C’è una frase che Shinwoo Choi, Head of PQ Labs di Samsung e lui stesso in azienda da vent’anni, ripete quando parla di innovazione. Non riguarda risoluzioni o luminosità di picco. Riguarda il momento in cui la tecnologia smette di essere visibile.
Choi è entrato in Samsung quando l’innovazione nel settore TV si misurava quasi esclusivamente sull’hardware. Quello che lo convinse a restare fu la cultura interna: la convinzione che la tecnologia dovesse adattarsi alla vita delle persone, non il contrario. E in vent’anni ha visto quella cultura produrre risultati concreti — non solo nei numeri di mercato, ma nei momenti in cui il televisore è diventato qualcosa di più di uno schermo.
Uno di quei momenti risale alle Olimpiadi Invernali di Vancouver del 2010. Quando la pattinatrice Kim Yuna scese in pista, milioni di famiglie si fermarono davanti al televisore. Non stava succedendo nulla di tecnologicamente straordinario — era solo un buon schermo che trasmetteva bene. Ma quando lei vinse l’oro, quello schermo era diventato il centro di un ricordo collettivo. “Fu allora che capii davvero che un TV poteva essere più di uno schermo”, racconta Choi.
Oggi quella visione si traduce in funzioni concrete: l’upscaling AI che migliora in tempo reale la qualità di vecchi video amatoriali e familiari, i processori che ottimizzano immagine e audio in base ai contenuti e all’ambiente, i display che si adattano alle abitudini di visione senza che l’utente debba configurare nulla. Tecnologia che lavora senza farsi notare, appunto.
La responsabilità di essere primi
Samsung non festeggia il ventesimo anno con i toni dell’autocelebrazione, almeno non soltanto. Choi parla di questo traguardo con una parola precisa: responsabilità. I TV restano nelle case per anni, spesso più a lungo di qualsiasi altro dispositivo con uno schermo. Questo impone affidabilità nel tempo, supporto software duraturo e test rigorosi prima del lancio. Non è marketing — è la condizione necessaria per mantenere la fiducia di chi compra un televisore sapendo che ci convive per un decennio.
Il percorso che Samsung traccia per i prossimi anni parte da dove è arrivata: tecnologia più intuitiva, più capace di integrarsi negli spazi domestici senza imporsi, più presente nei momenti che contano. Un TV che non si vede, ma si sente.
Intervista a Alessio Cazzaniga
Per approfondire l’argomento, abbiamo avuto l’opportunità di porre un paio di domande a Alessio Cazzaniga, Head of Marketing & Retail Audio Video Samsung Electronics Italia, che vi riproponiamo qui sotto in versione integrale:
Tecnoandroid: Dopo così tanti anni di successi, Samsung parla del futuro del televisore come di un prodotto dotato di tecnologia intuitiva e quasi “invisibile”. Cosa ci dobbiamo aspettare? in che modo Samsung vorrà restare al livello raggiunto?
Cazzaniga: Per noi innovare significa mettere la tecnologia al servizio della vita delle persone. Il futuro del TV sarà ancora più intuitivo: schermi che si adattano automaticamente ai contenuti, all’ambiente e alle abitudini di visione, senza che l’utente debba fare nulla. La tecnologia diventa invisibile quando permette di vivere i momenti che contano senza distrazioni. Restare al livello raggiunto significa continuare a investire tecnologie di nuova generazione, intelligenza artificiale e affidabilità a lungo termine: non è un traguardo, è una responsabilità verso chi sceglie Samsung.
Tecnoandroid: Samsung detiene oltre il 50% della fascia di mercato dei televisori sopra i 1.500 dollari, cosa contraddistingue i prodotti dell’azienda da quelli della concorrenza?
Cazzaniga: Samsung punta a offrire innovazione reale: i nostri televisori non sono solo dispositivi per vedere contenuti, ma diventano il cuore della casa smart grazie alla piattaforma SmartThings. Quello che davvero ci distingue dalla concorrenza è la combinazione di hardware e software sviluppati internamente in maniera sinergica. I nostri processori AI, ad esempio, permettono upscaling e gestione del movimento ai massimi livelli, offrendo un’esperienza visiva che oggi è riferimento per il settore. In più, questa verticalità tecnologica, unita a un portfolio che va dagli OLED ai Micro RGB, alle nostre proposte più lifestyle, ci consente di proporre prodotti affidabili, innovativi e facili da usare, capaci di rendere l’esperienza davanti allo schermo più coinvolgente. E credo sia proprio questo approccio, costante nel tempo, a spiegare la nostra leadership ventennale: i consumatori continuano a riporre fiducia nella qualità e nell’innovazione costante dei nostri prodotti.


