Il gas alle stelle torna al centro del dibattito energetico europeo e italiano. L’aumento delle quotazioni sui mercati internazionali, alimentato anche dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, sta facendo crescere il costo della materia prima e rischia di riflettersi direttamente sulle bollette di famiglie e imprese nei prossimi mesi.
Per mitigare questo scenario, ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha deciso di intervenire con una misura straordinaria destinata a ridurre l’impatto dei rincari sul sistema energetico italiano. L’Autorità ha infatti approvato una riduzione del 15% della componente tariffaria CRVI, una voce presente nella parte della bolletta relativa al trasporto del gas.
Il taglio della componente CRVI deciso da ARERA
La misura è stata approvata dal Collegio dell’Autorità con la delibera 62/2026/R/gas, adottata dopo la valutazione dell’Unità di Vigilanza Energetica. L’intervento nasce proprio dall’incertezza legata alla situazione internazionale e dall’aumento dei prezzi del gas sui mercati europei.
La riduzione riguarda nello specifico la componente CRVI, una voce tariffaria che copre i costi legati ai meccanismi di contenimento dei consumi di gas. Il valore della componente scenderà da 0,721 centesimi di euro per Smc a 0,613 centesimi di euro per Smc. La misura sarà applicata dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2027, con l’obiettivo di attenuare gli effetti della volatilità dei mercati energetici almeno durante il prossimo inverno.
Secondo ARERA, l’intervento è stato pensato per garantire una forma di tutela ai clienti finali, sia domestici sia non domestici, evitando allo stesso tempo di generare nuovi costi aggiuntivi per gli utenti.
Un intervento per proteggere famiglie e imprese
Per rendere possibile la riduzione della componente CRVI, l’Autorità ha deciso di utilizzare una parte del saldo del conto oneri di interrompibilità relativo alla competenza 2024/2025. In questo modo sarà possibile compensare l’impatto finanziario della misura senza aumentare ulteriormente le spese in bolletta.
L’obiettivo dichiarato della delibera è quello di mitigare gli effetti della volatilità dei mercati energetici internazionali, che negli ultimi mesi stanno mostrando forti oscillazioni. Il sistema punta quindi a offrire maggiore stabilità alla spesa energetica finale dei consumatori.
La componente CRVI viene applicata ai quantitativi di gas riconsegnati agli utenti del servizio di trasporto nei punti di riconsegna che alimentano i clienti finali collegati alle reti regionali di gasdotti e alle reti di distribuzione, con esclusione delle forniture destinate al settore termoelettrico.
Prezzi del gas in forte aumento
Il contesto di mercato resta comunque complesso. Nella mattinata più recente il prezzo del gas naturale TTF sul mercato di Amsterdam si è attestato intorno ai 62,8 euro per MWh, mentre l’IG Index (Italian Gas Index) del GME ha raggiunto 51,03 euro per MWh.
Il confronto con i dati del mese precedente evidenzia una crescita molto significativa. Il valore medio dell’IG Index di febbraio era pari a 35,09 euro per MWh, con un aumento complessivo che supera il 45%. Questi numeri confermano come il mercato del gas sia tornato a essere particolarmente volatile, un fattore che continua a preoccupare governi, imprese e consumatori.
Come è composta la bolletta del gas
Per comprendere l’impatto delle variazioni dei prezzi è utile ricordare come è strutturata una bolletta del gas. La prima voce riguarda la spesa per la materia gas naturale, che comprende una quota fissa annuale e una quota variabile legata ai consumi, oltre ai costi sostenuti dal venditore per la fornitura del gas.
Segue la spesa per il trasporto e la gestione del contatore, che include i costi necessari per portare il gas fino alle abitazioni e alle imprese, come le componenti di distribuzione, misura e trasporto.
Un’altra voce importante è rappresentata dagli oneri di sistema, destinati a coprire attività di interesse generale per il sistema gas, come il risparmio energetico o la compensazione di alcuni costi di commercializzazione. A queste componenti si aggiungono eventuali ricalcoli di fatturazione, altre partite legate a servizi specifici e il bonus sociale destinato alle famiglie che ne hanno diritto.
Infine ci sono le imposte, che includono l’accisa sul gas, l’eventuale addizionale regionale e l’IVA, applicata con aliquota del 10% sui primi 480 metri cubi annui e del 22% sui consumi eccedenti.
