Il tumore al cuore esiste, eppure quasi nessuno ne ha mai sentito parlare. E no, non è perché la medicina lo tiene nascosto o perché mancano dati. È semplicemente una di quelle anomalie biologiche che, una volta spiegata, ha un senso quasi disarmante. Sui social, soprattutto su piattaforme come Reddit, la domanda torna ciclicamente: se il cancro può colpire praticamente ogni organo del corpo umano, perché il cuore sembra godere di una sorta di immunità? La realtà è più sfumata, ma il punto di partenza è corretto. I tumori cardiaci primitivi sono straordinariamente rari, al punto da restare fuori dalle campagne di prevenzione e dall’immaginario collettivo.
Qualche numero aiuta a capire la portata del fenomeno. La World Health Organization ricorda che il cancro è tra le principali cause di morte nel mondo, con circa 10 milioni di decessi ogni anno. I tumori più diffusi, come quelli al polmone, al colon retto e alla prostata, occupano stabilmente le prime posizioni nelle statistiche. Il tumore al cuore, invece, interessa una percentuale che oscilla tra lo 0,0017% e lo 0,028% della popolazione. E di questi casi, solo un quarto circa risulta maligno. Come ha raccontato la cardiologa Tochukwu Okwuosa, direttrice della cardio oncologia al Rush University Medical Center, nell’arco di un’intera carriera medica capita di vederne due, forse tre. Quando poi il tumore al cuore è effettivamente maligno, tende a essere particolarmente aggressivo, con risposte limitate anche alla chemioterapia. Vale la pena aggiungere che molti dei tumori trovati nel cuore non nascono lì: sono metastasi che arrivano da altri organi già compromessi.
Il segreto sta nella biologia delle cellule cardiache
La vera spiegazione della rarità del tumore al cuore è tutta nella biologia. Le cellule del muscolo cardiaco sono quelle che gli scienziati definiscono “terminalmente differenziate”. Significa che, dopo la nascita, smettono quasi del tutto di replicarsi. E qui sta il punto chiave: meno una cellula si divide, meno possibilità ci sono che si verifichino errori nella copia del DNA. Quegli errori sono esattamente il meccanismo che, accumulandosi nel tempo, può dare origine a un tumore.
Per dare un’idea concreta, si stima che meno del 50% delle cellule cardiache venga rinnovato nell’intero arco di una vita umana. È un tasso di ricambio bassissimo se paragonato, ad esempio, alle cellule dell’intestino o della pelle, che si rigenerano con frequenza molto più alta. Ed è proprio in quegli organi con alta proliferazione cellulare che i tumori si sviluppano più facilmente.
