Che qualcosa stesse cambiando nel mercato auto cinese era nell’aria, ma il dato sulle vendite BYD in Cina ha comunque colto molti di sorpresa. Dopo tre anni in cui il colosso di Shenzhen sembrava inarrestabile, con modelli nuovi sfornati a ritmo serrato e numeri di vendita da capogiro, il 2026 è partito con il freno a mano tirato. Nei primi due mesi dell’anno, BYD ha venduto 400.241 veicoli sul mercato domestico, segnando un calo del 36% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che fa rumore, soprattutto considerando che circa la metà dei veicoli venduti quest’anno dal marchio sono finiti all’estero.
Cosa sta succedendo al mercato cinese
Il rallentamento non è arrivato dal nulla. A febbraio BYD ha piazzato 190.190 unità, un calo del 9,5% rispetto a gennaio (complice anche il Capodanno lunare), ma soprattutto un tonfo del 41% rispetto a febbraio 2025. Le ragioni? Un mix di fattori che sta raffreddando la domanda. Gli incentivi fiscali si stanno riducendo, la fiducia dei consumatori mostra segni di cedimento e parecchi acquirenti hanno deciso semplicemente di aspettare. Vogliono capire quali nuovi modelli arriveranno, se i programmi governativi di rottamazione diventeranno più generosi. Insomma, una classica fase di attesa che pesa eccome sui numeri.
La buona notizia per BYD, se così si può dire, arriva dall’export. Solo a febbraio sono stati esportati 100.600 veicoli a nuova energia, tra elettrici puri e ibridi plug-in. Sommando gennaio, il totale delle esportazioni tocca quota 201.082 unità. Il brand continua a guadagnare terreno nei mercati esteri, ma non basta a compensare quello che sta perdendo in casa.
Geely sorpassa, i rivali crescono
Ed è qui che la storia si fa davvero interessante. Mentre BYD arranca, Geely sta vivendo un momento d’oro. Nei primi due mesi del 2026, il gruppo ha consegnato circa 76.000 veicoli in più rispetto a BYD sul suolo cinese. Non è un dettaglio da poco: è la prima volta dal 2022 che Geely riesce a superare BYD per almeno due mesi consecutivi. Sul fronte estero Geely resta leggermente indietro, con 181.891 veicoli esportati, ma la dinamica interna racconta una storia chiara.
E non è solo Geely a crescere. . La divisione auto di Xiaomi è salita del 48%, superando le 59.000 unità. Zeekr ha messo a segno un impressionante +84%, mentre Nio ha visto le consegne balzare del 77%. Il panorama competitivo si è fatto molto più affollato e agguerrito.
Il vantaggio tecnologico si assottiglia
Lo stesso amministratore delegato di BYD, Wang Chuanfu, già a dicembre aveva riconosciuto pubblicamente il problema. I rivali stanno colmando quel gap tecnologico che per anni aveva garantito a BYD un vantaggio netto. Non si trattava di un’ammissione di resa, ma di una presa d’atto lucida. Quella distanza che sembrava incolmabile ora si sta riducendo, e i numeri di inizio 2026 ne sono la dimostrazione più concreta.
