Negli ultimi anni, Google si è trovata al centro di un vero terremoto nel mondo delle app Android. Tutto è iniziato nel 2020, quando Epic Games ha deciso di fare causa accusando l’azienda di Mountain View di monopolio. Ciò sostenendo che il Play Store era diventato quasi l’unica porta d’accesso per chi voleva distribuire app. La battaglia legale è durata anni, con ricorsi, dibattiti e discussioni infinite, fino allo scorso novembre. Momento in cui le due aziende hanno finalmente presentato una proposta di accordo. Nonostante il tribunale non abbia ancora dato l’ok definitivo, Google non ha aspettato e ha già annunciato come intende cambiare le regole. Al centro di tutto ci sono le commissioni che l’azienda trattiene sulle vendite di app e sugli acquisti in-app. Finora tale cifra poteva arrivare fino al 30%, e molti sviluppatori hanno sempre lamentato che fosse troppo alta.
Cambiamenti in arrivo per Google e la gestione delle app Android
Con le nuove regole, la percentuale scenderà tra il 15 e il 20%. È importante sottolineare che negli Stati Uniti, in Europa e nel Regno Unito, chi usa il sistema di pagamento di Google Play dovrà aggiungere un ulteriore 5%, riducendo un po’ il vantaggio. Anche le sottoscrizioni in-app vedranno un taglio: dal 15% al 10%, con lo stesso extra del 5% se si passa dal sistema di pagamento interno. Insomma, si risparmia, ma non troppo se si resta nel giro di Google.
La vera sorpresa, però, arriva per chi scarica app. Google lancerà il “Registered App Stores program“. Un’iniziativa che permette ad altri store di registrarsi ufficialmente e di offrire agli utenti un’installazione semplificata. Basta rispettare alcuni requisiti di sicurezza e qualità e si potrà avere un’interfaccia dedicata per scaricare le app, quasi come fosse il Play Store, ma senza dover passare da Google. Chi non vuole partecipare resta libero di fare tutto come prima. Il programma partirà prima fuori dagli Stati Uniti e arriverà in America solo quando il tribunale darà l’ok definitivo.
