Il prezzo della materia prima gas per i clienti vulnerabili torna a scendere dopo l’impennata di gennaio. A febbraio il valore di riferimento è calato del 2,8%, passando da 37,75 a 35,21 euro/MWh. Un segnale positivo, almeno sulla carta, in un contesto economico ancora fragile.
La riduzione arriva dopo un mese di forte crescita, con un +10% registrato a gennaio, e offre un piccolo respiro alle famiglie in regime di tutela vulnerabile. Tuttavia, lo scenario geopolitico resta incerto e le tensioni in Medio Oriente – in particolare dopo la chiusura dello stretto di Hormuz – rischiano di invertire rapidamente la tendenza.
Quanto paga oggi una famiglia tipo
Il prezzo di riferimento per il cliente tipo – cioè una famiglia con consumi medi di 1.100 metri cubi annui – si attesta a 109,85 centesimi di euro per metro cubo. Entrando nel dettaglio della composizione della bolletta, la materia prima incide per circa 40,35 centesimi al metro cubo, pari a poco meno del 37% del totale. A questa si aggiungono 6,02 centesimi per la vendita al dettaglio. Il trasporto e la gestione del contatore pesano per 26,43 centesimi, mentre gli oneri di sistema si fermano a 4,98 centesimi. Le imposte restano una voce rilevante: 32,07 centesimi al metro cubo, quasi il 30% dell’importo complessivo. In altre parole, anche quando il prezzo della materia prima scende, l’effetto finale sulla bolletta è attenuato dal peso delle componenti fisse e fiscali.
Il mercato libero scende, ma i future volano
Parallelamente, il prezzo del gas sul mercato libero è diminuito del 7,5% a febbraio. Tuttavia, i mercati finanziari stanno già incorporando il rischio geopolitico. L’indice IG legato al gas, che a febbraio si attestava mediamente a 35,09 euro/MWh, è balzato in pochi giorni fino a 52,98 euro/MWh. Un incremento significativo, legato alla crisi in Medio Oriente e alla situazione nello stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale. Il meccanismo è noto: quando aumenta il rischio sulle rotte di approvvigionamento, i mercati anticipano possibili tensioni sull’offerta, facendo salire i prezzi dei contratti futures. L’effetto sulle bollette non è immediato, ma si manifesta nei mesi successivi, soprattutto per chi ha sottoscritto contratti a prezzo variabile.
Clienti vulnerabili e incognita primavera
Per i clienti vulnerabili il calo di febbraio rappresenta una buona notizia, ma potrebbe essere temporanea. Se le quotazioni all’ingrosso dovessero restare elevate nelle prossime settimane, le prossime rilevazioni potrebbero riflettere l’aumento.
