La Guerra in Medio Oriente sta producendo i primi effetti sull’economia internazionale. Le tensioni nell’area hanno causato una prima impennata dei costi per i consumatori con aumenti dei prezzi di benzina e gasolio che impattano direttamente sul portafoglio degli utenti.
Nonostante l’aumento della materia prima petrolio sia di appena il 6% rispetto ai giorni precedenti, i suoi derivati stanno registrando una crescita fuori controllo in Italia. L’aumento del costo del carburante ha un effetto indiretto su tutti i settori produttivi. Non è da escludere che, aumentando i costi di trasporto, nel breve periodo aumenterà anche il costo dei beni primari legati al trasporto su gomma.
Il diesel sta già toccando i valori più alti registrati da due anni a questa parte mentre l’aumento sulla benzina è stato più contenuto ma non per questo trascurabile. In generale, i nostri utenti segnalano un incremento tra 3 e 6 centesimi al litro per il gasolio, arrivando anche a costare oltre 1.8 euro al litro.
La Guerra in Medio Oriente ha portato a un aumento dei costi per i consumatori. Scopri di più sui suoi effetti economici.
Tuttavia, ad essere influenzato dalla situazione in Medio Oriente è l’intero settore energetico. La Guerra in Medio Oriente ha portato al centro delle attenzioni lo Stretto di Hormuz attraverso cui transita circa il 20% del petrolio a livello globale e il gas naturale liquefatto (GNL). Se il traffico attraverso lo stretto dovesse diminuire o bloccarsi del tutto, ci sarà uno squilibrio nel mercato. A questa situazione si aggiunge lo stop alla produzione di GNL da parte di QatarEnergy per l’intensificarsi degli attacchi nei pressi degli stabilimenti di produzione.
Questa situazione si ripercuote direttamente sulle compagnie di luce e gas che potrebbero causare aumenti in bolletta. Le prime stime indicano un aumento di oltre 120 euro per la componente gas e oltre 45 euro per l’energia elettrica nel corso dei prossimi mesi.
