Vivo X300 Ultra si sta rivelando poco alla volta, seguendo quella strategia a piccoli passi che la casa cinese ormai ha perfezionato. Dopo la presentazione dal vivo al MWC 2026 di Barcellona, dove lo smartphone era stato mostrato senza troppi approfondimenti tecnici, nelle scorse ore sono arrivate le informazioni che mancavano. E riguardano proprio la parte più attesa: la fotocamera.
A pubblicare i dettagli è stato, come spesso accade, uno dei dirigenti di punta dell’azienda, Han Boxiao, attraverso un post sul social cinese Weibo. Il cuore del sistema fotografico sarà il sensore Sony LYTIA-901, un componente da 200 MP di risoluzione con formato da 1/1,12 pollici. Numeri importanti, che però non raccontano tutto. La vera particolarità sta nell’ottica abbinata alla fotocamera principale: una focale equivalente di 35 mm, una scelta decisamente fuori dal coro nel panorama degli smartphone attuali.
Perché i 35 mm di Vivo X300 Ultra fanno la differenza
Per chi mastica un po’ di fotografia, i 35 mm rappresentano uno degli standard più classici nel mondo delle fotocamere tradizionali. Sugli smartphone, però, la situazione è diversa. La stragrande maggioranza dei modelli utilizza una focale equivalente intorno ai 23 mm per la fotocamera principale, quella che viene percepita come lo “zoom 1x”. In termini tecnici, parliamo di un grandangolo. Ecco perché la lente ultragrandangolare si chiama, appunto, “ultra”.
Non è la prima volta in assoluto che un produttore opta per i 35 mm su uno smartphone, ma resta una scelta di nicchia. Vivo X300 Ultra, con questa decisione, sembra voler strizzare l’occhio a chi cerca una resa fotografica più vicina alla visione naturale dell’occhio umano, sacrificando un po’ di ampiezza di campo in favore di una prospettiva meno distorta.
Più luce, più stabilità: i miglioramenti concreti del Vivo X300 Ultra
Al di là della focale, Vivo ha condiviso anche altri dati interessanti sul nuovo sensore. Secondo l’azienda, il Sony LYTIA-901 è in grado di catturare fino al 30% di luce in più per pixel rispetto alla generazione precedente. Un balzo in avanti che dovrebbe tradursi in scatti decisamente migliori quando la luce scarseggia, situazione in cui storicamente gli smartphone faticano di più.
C’è poi il capitolo stabilizzazione. Il sistema è stato aggiornato in modo significativo: il sensore raggiunge ora lo standard CIPA 6.5, un bel salto rispetto alla certificazione 5.0 che aveva ottenuto il modello X200 Ultra. Nella pratica, questo significa foto più nitide e video più fluidi, con una riduzione sensibile del rischio di immagini mosse anche durante riprese in movimento o in condizioni poco favorevoli.



