vivo X300 FE è arrivato quasi in punta di piedi, ma il messaggio è chiarissimo: la famiglia flagship di vivo si allarga ancora. Dopo vivo X300 e vivo X300 Pro, e con vivo X300 Ultra già fatto intravedere al MWC 2026, ora tocca al modello che punta dritto a chi vuole potenza da top e dimensioni gestibili. Il vivo X300 FE, di fatto, prende il testimone del vivo X200 FE arrivato in Italia a giugno 2025 e segue una tradizione che vivo non ha mai davvero nascosto: proporre fuori dalla Cina un dispositivo già visto in patria, in questo caso il vivo S50 Pro mini. Stesso impianto, qualche ritocco qua e là, e una scheda tecnica che non ha intenzione di passare inosservata.
Un compatto con ambizioni da vero flagship
A colpo d’occhio il vivo X300 FE cambia soprattutto dietro, dove la fotocamera smette di giocare con il classico layout a semaforo e sceglie un’isola ovale orizzontale, molto lunga e decisamente sporgente. Una scelta estetica che divide, ma che almeno rende subito riconoscibile il telefono, e in un mercato pieno di gemelli non è poco.
Il modulo ospita una tripla camera con sensore principale da 50 megapixel Sony IMX921 con stabilizzazione ottica, un periscopico da 50 megapixel Sony IMX882 con stabilizzazione ottica e zoom ottico 3x, più un ultra grandangolare da 8 megapixel. Davanti, nel foro centrale, c’è una selfie cam da 50 megapixel. Qui non si inventa nulla di nuovo rispetto alla generazione precedente, e probabilmente è anche una scelta consapevole.
Dimensioni e peso restano molto vicini a quelli di X200 FE, con una manciata di grammi in più. Il display è un altro punto fermo: pannello LTPO AMOLED da 6,31 pollici, risoluzione 1,5K, refresh adattivo da 1 a 120 Hz e picco dichiarato di 5.000 nit. La novità più concreta è sotto lo schermo, perché il lettore passa a tecnologia ultrasonica, lasciando alle spalle quello ottico del modello precedente. Dettaglio pratico, perché in genere significa più affidabilità con dita umide o sporche.
Snapdragon, autonomia e supporto software: dove vivo alza davvero il tiro
Il cambio di passo vero però sta nel chip. Il Snapdragon 8 Gen 5 diventa il cuore del vivo X300 FE e rompe la linea seguita dagli altri X300, spesso legati alle soluzioni MediaTek di fascia alta. Per chi cerca prestazioni da primo della classe, e magari anche una migliore compatibilità con alcune app o un certo tipo di emulazione e gaming, è un segnale preciso. A bordo ci sono 12 GB di RAM e tagli da 256 o 512 GB con memoria UFS 4.1. Anche la connettività è moderna, con Wi Fi 7 e Bluetooth 6.0, oltre a NFC, IR e tutto il resto.
La batteria è una 6.500 mAh al silicio carbonio e ioni di litio, con ricarica cablata a 90 W. Fin qui, continuità con X200 FE. La differenza è che finalmente arriva anche la ricarica wireless a 40 W, un’aggiunta che per molti cambia la vita più di quanto sembri sulla carta. Ci sono pure le certificazioni IP68 e IP69, quindi protezione seria contro acqua e polvere.
Sul software, vivo porta Android 16 con OriginOS 6, che ormai viene proposta anche fuori dalla Cina. E soprattutto promette un supporto lungo: cinque anni di aggiornamenti Android e sette anni di patch di sicurezza. Per un modello come vivo X300 FE è un impegno importante, perché lo rende più “acquistabile” anche per chi non cambia smartphone ogni due stagioni.
Quanto a prezzi e disponibilità, al momento il vivo X300 FE risulta già in vendita in Russia tramite rivenditori terzi, in tre colori e con configurazione 12 più 256 GB, attorno ai 663 euro al cambio. È attesa anche la versione 12 più 512 GB. L’arrivo in Italia appare plausibile, anche perché dovrebbe raccogliere l’eredità di X200 FE, ma per ora mancano tempi ufficiali. Quando vivo deciderà di scoprirsi, difficilmente lo farà senza far rumore.

