In alcune città della Cina la sensazione di trovarsi qualche anno avanti rispetto al resto del mondo non è nuova. A Hefei, capoluogo dell’Anhui, questa percezione prende forma concreta nella metropolitana, dove è entrato in funzione un sistema che integra robot di diversa tipologia in un’unica piattaforma intelligente.
Non si tratta di dimostrazioni temporanee, ma di un’infrastruttura operativa che coinvolge stazioni, treni e gallerie. Durante uno dei periodi di viaggio più intensi dell’anno, i passeggeri si sono trovati davanti a umanoidi capaci di fornire indicazioni sugli interscambi, rispondere alle domande più frequenti e supportare il personale nelle operazioni quotidiane. Accanto a loro, robodog pattugliano le banchine, mentre droni sorvolano i tunnel per attività di controllo e ispezione.
Il progetto viene definito “full space robot cluster” e si basa su una piattaforma centrale alimentata da intelligenza artificiale che assegna compiti, coordina i movimenti e raccoglie dati in tempo reale. L’obiettivo è coprire in contemporanea tre ambiti: assistenza ai passeggeri, verifica tecnica dei convogli e monitoraggio delle infrastrutture sotterranee.
Droni e robot sotto i treni, la sicurezza cambia volto in Cina
Il contributo più rilevante si gioca però sul fronte della manutenzione. Sotto i convogli, robot autonomi si muovono in trincee profonde circa un metro e mezzo, ispezionando ruote, bulloni e componenti meccaniche con telecamere ad alta definizione e sensori a ultrasuoni. Eventuali anomalie vengono segnalate immediatamente, riducendo tempi e margini di errore rispetto ai controlli tradizionali.
Nei tunnel, i droni raggiungono punti difficili o potenzialmente rischiosi per gli operatori, offrendo una visione dettagliata delle condizioni strutturali. La rapidità di intervento è uno degli aspetti chiave. Un problema individuato in anticipo può essere risolto prima di trasformarsi in un disservizio o in un rischio per la sicurezza.
Nonostante l’automazione spinta, il controllo finale resta affidato al personale qualificato. I robot forniscono dati e analisi, ma le decisioni operative rimangono umane. È una collaborazione che la Cina sta sperimentando su larga scala e che potrebbe diventare un modello per altre reti metropolitane nel mondo. Per ora, Hefei rappresenta un banco di prova avanzato. Ma l’idea di una mobilità urbana dove umanoidi, robodog e droni lavorano fianco a fianco con gli addetti potrebbe non restare confinata a lungo entro i confini della Cina.
