La rete che ogni giorno utilizziamo per navigare, lavorare e comunicare potrebbe presto avere un ruolo ben diverso da quello a cui siamo abituati. Grazie a un accordo tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e FiberCop, la normale infrastruttura in fibra ottica destinata a Internet diventa uno strumento di osservazione geofisica. Nel senso che è capace di “sentire” ciò che accade sotto la superficie terrestre.
Il principio è reso possibile dalla tecnologia Distributed Acoustic Sensing. Una soluzione che consente di trasformare i cavi in una lunga catena di sensori. Le vibrazioni che attraversano il terreno modificano impercettibilmente il segnale luminoso all’interno della fibra. È possibile così registrare movimenti sismici anche molto deboli. In pratica, chilometri di rete-Internet si trasformano in una rete di rilevazione continua. Parliamo di una densità di misurazione che supera di gran lunga quella degli strumenti tradizionali.
Tale approccio si rivela particolarmente utile. In particolare nelle aree difficili da raggiungere o in contesti dove l’installazione di sensori dedicati è complessa e costosa. In Italia, la sperimentazione ha già prodotto risultati notevoli. Sull’isola di Vulcano, ad esempio, sono stati registrati oltre 1000 eventi sismici in un mese. Ciò ha consentito di analizzare con grande dettaglio il comportamento del sistema idrotermale locale. La mole di dati raccolti è notevole e per gestirla sono stati impiegati algoritmi di AI e sistemi di calcolo ad alte prestazioni.
Dai Campi Flegrei alla sorveglianza continua, il futuro dell’Internet scientifico
Un caso emblematico è quello dei Campi Flegrei. Si tratta dell’area ad alta attività sismica dove un tratto di fibra ottica lungo circa 20km viene utilizzato come sensore diffuso. Qui la rete Internet permette di ottenere un punto di rilevazione ogni pochi metri, offrendo una fotografia estremamente dettagliata dei fenomeni in corso. Questa densità consente di intercettare anche micro-eventi che potrebbero passare inosservati con i metodi convenzionali, specialmente durante periodi di sciami sismici.
Per rendere operativa una sorveglianza così precisa, l’INGV ha sviluppato un sistema basato sull’IA in grado di analizzare in tempo reale i segnali raccolti. L’automazione è fondamentale per trasformare un flusso continuo di dati grezzi in informazioni utili per la protezione civile e per la comunità scientifica. L’accordo apre poi la strada a ulteriori applicazioni.
Oltre alla sismologia, la fibra potrebbe essere impiegata per monitorare variazioni di temperatura o sollecitazioni meccaniche lungo le infrastrutture. Insomma, in questo contesto, la rete-Internet non è più soltanto un mezzo di comunicazione. Diventa invece una piattaforma diffusa di osservazione ambientale, integrata nel territorio e pronta a offrire nuovi strumenti per comprendere e prevenire i rischi naturali.
